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La storia di Artù e Merlino raccontata attraverso il cinema e la tradizione letteraria medievale

La storia di Artù e Merlino raccontata attraverso il cinema e la tradizione letteraria medievale

Merlino ed Artù incontrano il cinema e la tradizione letteraria medievale

Guerriero Cavaliere Medioevo - Foto gratis su Pixabay

Chi non ha mai sentito parlare di mago Merlino e di re Artù? All’interno di questo articolo cercheremo di delineare queste figure, ricostruendo la tradizione letteraria medievale che ha permesso al pubblico contemporaneo di conoscere questi personaggi grazie a film e serie televisive.

Mago Merlino

Il mago Merlino è un personaggio fondamentale del ciclo bretone e delle avventure arturiane. Il monaco Ennio fu il primo ad introdurlo nella letteratura, all’interno della sua opera “Historia Brittonum“, nella quale il chiaroveggente risulta essere il padre di re Artù, il quale venne concepito con Ygraine. Fu Merlino colui che allevò il sovrano e creò la Tavola Rotonda. La lettura gallese si discosta da questa versione, indicando due differenti figure di nome Merlino: Merlino “il Selvaggio” e Merlino “il Saggio”. Goffredo di Monmouth, nel 1136 circa, fu colui che realizzò la rappresentazione standard del mago, diffondendo la sua storia nell'”Historia Regum Britanniae“.

La struttura narrativa di quest’opera si basa sulla fusione di precedenti figure storiche e leggendarie, creando per la prima volta una relazione tra Merlino e la saga arturiana. La sua invenzione divenne subito famosa e molto apprezzata, grazie alla realizzazione di un’immagine completa della vita del mago, immaginandolo come figlio di una mortale e di un demone dal quale ottenne i suoi poteri. Nelle fonti medievali appare principalmente come un essere calcolatore e diabolico, non quindi buono ed eccentrico come la Walt Disney lo rappresentò nella “Spada nella roccia” del 1963. Quest’ultima versione si basa sul romanzo omonimo di T.H. White. Merlino viene citato ed appare come personaggio in moltissimi libri e film.

Per quanto riguarda il cinema, oltre alla Spada nella roccia, occorre citare un altro film di animazione più tardo: “La spada magica – Alla ricerca di Camelot“, del 1998, prodotta dalla Warner Bros. Animation. In questa pellicola il mago fa poche comparse ma il suo compito e la sua presenza restano comunque fondamentali, dove viene rappresentato come saggio e carismatico. Nel 2004 appare nelle sale “King Arthur“, una ricostruzione delle vicende ricca di realismo storico che vede come protagonista Artù e Merlino risulta essere un druido. Entrambe queste figure cercano di resistere all’invasione romana. Il mago diventa il precettore di Romolo Augusto, in “L’ultima legione” (2007) e quello di Balthazar, Veronica e Horvath in “L’apprendista stregone“. La serie televisiva più famosa che vede protagonista questa figura è sicuramente quella prodotta dalla BBC One: “Merlin“. Il mago, interpretato da Colin Morgan, è un ragazzo dell’età del sovrano di Camelot che desidera proteggere quest’ultimo in segreto grazie ai suoi poteri magici, in quanto questi ultimi sono banditi all’interno del regno.

Foresta di Broceliande, Tomba di Merlino | Foresta di re Art… | Elena Giglia | Flickr

Re Artù

Sono state realizzate molte leggende intorno al condottiero britannico Artù, nota anche come Artù Pendragon. Secondo i romanzi medievali combattè contro i sassoni nel V-VI secolo. Naturalmente tutto quello che riguarda la sua vita è frutto dell’invenzione letteraria e gli storici moderni contestarono la sua esistenza storica. Venne definito dai testi antichi come “dux bellorum” (condottiero delle guerre) ed imperatore o signore delle guerre. Non esiste una versione canonica della storia di questo personaggio, ma certamente la sua celebrità è dovuta all’opera di Monmouth del XII secolo nel quale viene descritto come un re britannico che sconfisse i sassoni invasori e fondò un impero. Dello stesso secolo è l’opera di Chrétien de Troyes che aggiunse alla storia di Artù anche quella di Lancillotto e del Santo Graal, introducendo il genere del romanzo arturiano come filone fondamentale della letteratura medievale.

La storicità di Artù è stata studiata a lungo dagli studiosi, arrivando a dichiarare questa figura come leggendaria. Esistono dei plausibili candidati storici che potrebbero rispecchiare il sovrano assoluto, anche se nessuno corrisponde a tutte le caratteristiche introdotte dalla tradizione, portando gli storici ad essere in disaccordo sull’identità del personaggio. La ricostruzione risulta essere problematica anche per la lontananza delle fonti di circa 300-350 anni con gli eventi che vedono protagonista il condottiero. Tra le figure storiche che potrebbero corrispondere al sovrano di Camelot, troviamo Germano di Auxerrem, il condottiero romano che guidò alcune delle ultime legioni rimaste in territorio britannico dopo l’ordine di rimpatrio del 408 d.C., e il suo collega Lupo di Autun.

In questi due casi non sono coerenti (rispetto alla leggenda) i loro avversari che non erano sassoni ma gli Scoti e i Pitti. Di conseguenza venne ritenuta possibile la figura di Ambrosio Aureliano, generale romano anche lui rimasto in Britannia dopo il 408. Cercò di contrastare l’invasione sassone. Altri sostengono si possa identificare nel “re dei Britanni” Riotamo, il quale venne tradito da uno dei suoi amici più cari (come Artù con Lancillotto e Ginevra). Rimangono tra i candidati anche Lucio Artorio Casto, Owain Ddantgwyn e Artuir man Aedan.

La tradizione di re Artù

La tradizione letteraria di Artù inizia con Monmouth con la sua opera pseudo-storica del 1136-1138, di cui abbiamo già trattato. I riferimenti precedenti a  questa data riferiti al personaggio provengono da fonti gallesi e bretoni. Non cercano di descrivere il mago ma lo inseriscono solo all’interno della storia, senza una vera e propria caratterizzazione. Pertanto risulta essere una figura relegata al folklore e ai racconti magici locali. Una famosa citazione, a lungo studiata dagli storici, è quella della collezione di elegie del bardo Aneirin, conosciuta come “Y Gododdin” (VI secolo). All’interno di questo scritto viene lodato il coraggio di un temibile guerriero.

L’opera di Goffredo di Monmouth risulta quindi essere il primo racconto narrativo in lingua latina sulla vita del sovrano. All’interno del quale vengono raccolti i racconti fantastici dei re britanni, dove Merlino fa la sua apparizione come consigliere. Divenne sovrano alla morte del padre, quando aveva appena quindici anni,  e combatté molte guerre, riuscendo a sconfiggere i Pitti e gli Scoti, fondando quindi un impero che univa tutte le sue conquiste. Gli studiosi affermano che questo autore fece uso dell’elenco delle dodici battaglie di Artù contro i sassoni che ed utilizzò la sua fantasia per colmare le lacune. La sua popolarità fu immensa, tanto che vennero realizzate più di duecento copie manoscritte in lingua latina dell’opera, senza contare le traduzioni in altre lingue. Proprio per tale ragione venne considerata una delle opere principali del Medioevo, fornendo un quadro storico di questo periodo.

Lo scritto di questo autore influenzò molto il “Roman de Brut” di Robert Wace, la “Mort Artu” e l'”Yvain” di Chrétien de Troyes, all’interno dei quali si coglie un Artù diverso, alle volte fragile e debole, logorato dal tradimento di Ginevra e Lancillotto. Le opere di quest’ultimo autore ebbero una grandissima rilevanza nello sviluppo di questo personaggio. Scrisse cinque romanzi cortesi tra il 1170 e il 1190 che hanno tutti come sfondo la corte di Camelot. Il racconto più importante è sicuramente “Lancillotto o il cavaliere della carretta” che si concentrava sulla relazione adulterina del cavaliere del re e della regina, limitando il ruolo del sovrano.

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