Il Superuovo

La scomparsa di Paolo Maurensig ci ricorda il fascino degli scacchi come tema letterario

La scomparsa di Paolo Maurensig ci ricorda il fascino degli scacchi come tema letterario

Spesso accade che la morte di un artista orienti la nostra attenzione verso le sue opere.

Visualizza immagine di origine

Una delle più raffinate firme della storia moderna della letteratura italiana, Paolo Maurensig, ci ha lasciati il 29 maggio scorso. Di lui si ricordano innumerevoli opere, una su tutte “La variante di Lüneburg“, il cui fil rouge è rappresentato dal gioco degli scacchi. A partire proprio dagli scacchi, conosciamo gli autori che ne hanno usufruito per creare testi letterari di assoluto valore. 

29 Maggio 2021

È in questo giorno che l’autore Paolo Maurensig ha lasciato questa vita, per passare forse, ad una migliore. Aveva 78 anni, quando lo scorso sabato, all’ospedale di Udine dove era ricoverato da alcuni giorni, è deceduto a causa di un malore. Nato a Gorizia e vissuto a Milano, ha lavorato per circa mezzo secolo nel mondo dell’editoria, dopo essersi dilettato in altre professioni: interior designer, archivista, agente di commercio. Nel 1964 pubblicò la sua prima raccolta di racconti intitolata “I saggi fiori” marchiando un territorio (quello letterario) che lo avrebbe visto protagonista fino alla fine dei suoi giorni. Della prestigiosa penna goriziana, tra gli altri, restano impressi nella memoria umana e negli archivi bibliografici in particolare due capolavori: “Canone Inverso” ma soprattutto “La variante di Lüneberg” che vede al centro di tutto gli scacchi, grande passione dell’autore. Lo scrittore inseriva spesso hobby e passatempo quotidiani all’interno dei suoi lavori, e agli scacchi era oltremodo affezionato, tanto da dedicarci altri tre o quattro scritti. Elementi di autobiografica quotidianità intersecati a profondi e curiosi sguardi verso i misteri di un’epoca: questo era Paolo Maurensig. Un’anima mitteleuropea, i cui testi sono stati tradotti in 140 paesi diversi, capace di addentrarsi in una vasta gamma di tematiche. Mescolando talvolta realtà e finzione, dedicava sempre uno sguardo alla storia ed elaborava delle riflessioni sui grandi interrogativi esistenziali, lasciandosi travolgere dalla potenza immensa della vita (e quindi della morte).

La magia del gioco e il dramma della vita

Opera atipica, emozionante, coinvolgente e autentica. “La variante di Lüneburg” è il grande capolavoro letterario di Paolo Maurensig, e risale al 1993. Il libro ha vinto il Premio Giuseppe Berto e il Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante. All’interno delle pagine che segnano il suo apice professionale, l’autore goriziano fa sì che i personaggi, i luoghi, le storie e i dialoghi ruotino attorno ad un solo elemento: gli scacchi. Gli scacchi sono il filo conduttore che connette i protagonisti, immergendo con forza il lettore negli aspetti più cruenti e destabilizzanti dell’epoca del nazismo e dell’antisemitismo. La mistica che da sempre aleggia intangibile attorno al gioco degli scacchi crea, anche mediante l’inchiostro di queste pagine, un’atmosfera di surreale introspezione capace di trascinare emotivamente chiunque legga all’interno delle vicende descritte; 150 pagine che decantano il sincero amore per il gioco più antico del mondo, attraverso tre figure indissolubilmente legate da esso. Non è necessario conoscere le regole degli scacchi per apprezzare il significato allegorico dal quale, in questo caso, sono pervasi, ovvero la lotta per la sopravvivenza.

Visualizza immagine di origine

 

Gli scacchi nella letteratura

Nonostante il peculiare utilizzo del tema degli scacchi da parte di Maurensig, l’autore friulano non è il solo ad aver avuto l’idea di renderli veri e propri elementi insostituibili di un’opera. Infatti, nel corso dei secoli, più di qualche scrittore si è interfacciato con questa pratica e ha deciso di inserirla nella propria produzione. Due tra i più celebri autori furono Stefan Zweig ed Edgar Allan Poe. Fu proprio il primo ad ispirare la creazione de “La variante di Lüneberg“, lo stesso Maurensig lo ammise. Lo scrittore tedesco, in onore del gioco, scrisse “Novella degli scacchi“. Ambientata nel secondo dopoguerra, l’opera vede come protagonista il campione mondiale di scacchi. Un uomo rozzo e ignorante, che ha come unico talento quello schematico di muovere i pezzi su una tavola quadrata e vede il “gioco dei re” non come passione, ma come mera fonte di guadagno. Qualcosa che gli permette di campare in maniera dignitosa, ma che non gli fa battere il cuore. Dall’altra parte un uomo che grazie agli scacchi ha trovato la sua redenzione rifugiandosi, attraverso la sua immaginazione, in una realtà intima e spirituale che gli ha permesso di evadere da ciò che stava vivendo. Queste due facce della medesima medaglia sono descritte e analizzate da un narratore esterno, anche lui appassionato di scacchi, ma che sfiora la sua passione senza mai afferrarla davvero. È proprio per questo, forse, che è in grado di psicanalizzare in maniera lucida i due giocatori. Sia Maurensig che Zweig considerano gli scacchi come un gioco pericoloso e deleterio per la salute del giocatore, che viene dominato da essi ed entra in una condizione di alienazione dalla quale è complicato uscire. Non è un gioco statico ed esanime, quello degli scacchi. Tutt’altro. Si tratta di un qualcosa di vivo, vibrante e per nulla inoffensivo.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: