Il Superuovo

La minoranza ha un’influenza sulla maggioranza ? Rispondono i Green Day e Moscovici

La minoranza ha un’influenza sulla maggioranza ? Rispondono i Green Day e Moscovici

Qual è il ruolo delle minoranze nel creare cambiamento sociale ? In passato la psicologia sociale si è concentrata nello studio delle modalità con cui la maggioranza crea acquiescenza di gruppo, ma poco su come le sue tesi vengano ridefinite dai gruppi minoritari.

Tutti noi ben conosciamo alcune forme di influenza della maggioranza sui singoli. Un esempio eclatante è sicuramente il conformismo e gli esperimenti che lo psicologo sociale Solmon Ash ha condotto al riguardo, in cui alcuni soggetti arrivarono a negare l’evidenza pur di non discostarsi dalla posizione del gruppo. Nonostante ciò ad essere oggetto di attenzione sono spesso i gruppi atipici (le minoranze), inoltre non di rado le innovative idee portate avanti da questi divengono la norma comunemente accettata . Com’è possibile?

Il brano

“I wanna be the minority

I don’t need your authority …”

ARMSTRONG, BILLIE JOE/WRIGHT III, FRANK EDWIN/PRITCHARD, MIKE RYAN
Lyrics © Warner/Chappell Music, Inc.

queste sono le prime strofe di “Minority” ,famoso pezzo dei green day contenuto nell’album “Warning” (pubblicato il 3 ottobre del 2000). Già da queste prime parole band californiana esprime una forte presa di posizione contro alla maggioranza sia intesa in senso lato come un gruppo di persone che sostiene e difende le proprie idee, sia a quella che loro chiamano “moral majority”, esplicito riferimento ai potenti gruppi di conservatori cristiani (più a parole che nei fatti) che ieri come oggi rappresentano la maggioranza dell’establishment statunitense. Questa linea di pensiero verrà poi riconfermata nei brani e negli album successivi a questo, basti pensare (per citare solo un esempio) al famosissimo pezzo “American Idiot” dove affermano “I’m not a part of a redneck agenda” (traduzione: “non faccio parte dell’elettorato di W.Bush” , il quale aveva come target il ceto medio lavoratore e conservatore , i “redneck”). Il significato del brano va oltre però al semplice contesto politico americano. Il valore centrale qui è l’individualità e il valore delle proprie idee, le quali non devono piegarsi alla forza del conformismo e alla volontà di rifugiarsi nel “socialmente accettato”, né tantomeno essere influenzate dai media. Certamente portare avanti le proprie idee con convinzione e determinazione spesso può condurci a ritrovarci in minoranza, proprio per questo il brano esalta la volontà degli autori di appartenere a questa minoranza autentica e anticonformista. Possiamo facilmente intuire come un gruppo dotato di queste caratteristiche, seppur non incarni le idee della maggioranza possa attrarre e coinvolgere nuovi individui, divenendo l’origine di un cambiamento sociale. Questo fenomeno è stato oggetto di studio da parte dello psicologo sociale Serge Moscovici.

Di Fondation Balzan - http://www.balzan.org/fr/laureats/serge-moscovici, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52743353
Serge Moscovici (Brăila-14 giugno 1925; Parigi-16 novembre 2014). Di Fondation Balzan – http://www.balzan.org/fr/laureats/serge-moscovici, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52743353

Moscovici e l’influenza minoritaria

Per molto tempo la psicologia sociale si era occupata della influenza esercitata dalla maggioranza sul singolo, la quale si realizza tramite fenomeni come il conformismo o l’influenza normativa. Quello che si veniva quindi delineando era un quadro teorico dove l’unica influenza possibile era quella dei molti sugli individui. In questa prospettiva mancava però una teoria che individuasse un motore del cambiamento sociale, che individuasse la fonte delle nuove idee che , col passare del tempo, divenivano quelle della maggior parte delle persone. Un fenomeno come quello del ’68 non trovava una spiegazione. In questo quadro teorico incompleto Moscovici propone la sua teoria dell’influenza della minoranza, individuando in quest’ultima la capacità di produrre alternative valide che influenzino la maggioranza. La coesistenza di due concezioni differenti, come è facilmente prevedibile, può produrre conflitto intergruppo , il cui esito può essere il conformarsi della minoranza alla maggioranza, la mediazione (i due gruppi trovano una linea comune) o l’innovazione. Per essere efficace ed esercitare un’influenza la minoranza deve però possedere due caratteristiche fondamentali: la coerenza e l’inclusività. Una minoranza coerente veicola l’idea dell’esistenza di un valido punto di vista alternativo a quello della maggioranza e che questo è attuabile ed efficace. Inoltre l’essere coerenti permette di attrarre l’attenzione su di sè ( essendo l’idea sostenuta inconsueta ed innovativa) dimostrando sicurezza e deciso convincimento in ciò che si crede. Con inclusività (o “patto di tolleranza”) si intende la capacità di sostenere anche idee in cui la maggioranza si può rispecchiare, in modo da ridurre la percezione della distanza che divide le due parti.

L’effetto

Il brano dei Green Day e l’insegnamento della psicologia sociale ci mostrano come chi sostiene idee differenti, nonostante possa trovarsi in minoranza, può apportare profondi cambiamenti alla collettività. Certamente l’effetto sugli individui di tale innovazione non sarà subito evidente. Come già lo stesso Moscovici aveva rilevato l’influenza della minoranza produce un cambiamento privato, spesso latente, che risente dell’acquiescenza pubblica che esercita l’opinione dei molti. Nonostante questo il cambiamento è possibile e tutto ciò di cui ha bisogno per divenire reale sono i singoli individui; ognuno di noi ha il dovere di portare avanti e sostenere le sue idee, anche col rischio di trovarsi in minoranza.

“Non ci è permesso di avere opinioni. Le persone possono dirti di tenere la bocca chiusa, ma non possono impedirti di avere un’opinione. Anche se si è ancora molto giovani, non dovrebbero impedirti di dire quello che pensi”

(dal diario di Anna Frank)

 

 

 

 

 

 

 

 

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