Il Superuovo

La depressione dei giovani nell’era covid rivela l’ospite inquietante di Umberto Galimberti

La depressione dei giovani nell’era covid rivela l’ospite inquietante di Umberto Galimberti

Uno studio pubblicato sul Journal of PsychoactiveDrugs indica che quasi 8 partecipanti su 10 mostrano sintomi depressivi 

Nei giovani tra i 18 e i 36 anni si fanno sempre più evidenti dei disturbi dovuti all’isolamento. La maggior parte dei partecipanti ha confessato un aumento del consumo di alcol (58%) e dell’uso di droghe (56%), il 76% ha dichiarato di soffrire di ansia.

I sintomi della pandemia

Questo studio fa emergere dei dati a dir poco preoccupanti per ciò che riguarda la salute psicofisica dei giovani. La dottoressa Viviana Horigian dell’università di Miami si dice preoccupata dichiarando :” I giovani adulti di quelle età sono il futuro del tessuto sociale della nostra società. Hanno bisogno di avere un accesso più facile a un aiuto psicologico, e bisogna implementare lo sviluppo la diffusione di interventi online che incoraggino stili di vita sani”. Un’altra problematica di questi tempi è certamente dovuta all’utilizzo massiccio dei dispositivi per tutto ciò che riguarda le relazioni interpersonali. Tutti i  rapporti sociali nelle nostre vite sono cambiati e con essi abbiamo perso una parte importante della nostra socialità. Il 58% dei partecipanti ha dichiarato che il livello di empatia con le altre persone è sensibilmente calato. Tutti questi problemi sono dovuti solo alla pandemia o c’è qualcosa di più profondo che, certamente spinto dalle restrizioni, ci ha condotto fino a questo malessere collettivo?

Chi è “l’ospite inquietante”?

Secondo il professor Umberto Galimberti, uno dei filosofi e pensatori più importanti dell’Italia contemporanea, questa realtà esisteva già da tempo e si sta rivelando ora. Il professore ce ne parla già nel 2007 nel suo libro “l’ospite inquietante: il nichilismo e i giovani”. Secondo l’autore il nichilismo è una presenza che ci accompagna e di cui ogni giorno sentiamo sempre più il peso. Viene definito il “più inquietante tra gli ospiti” da Friedrich Nietzsche che per primo aveva “predetto” l’avvento di questa realtà. Il nichilismo altro non è che la perdita totale dei valori, delle virtù e automaticamente dello scopo e del senso della vita. Secondo Nietzsche, in una società che ha abbandonato l’idea di Dio, si fa sempre più imponente una prospettiva di vita mondana che schiva le difficoltà dettate dall’ambizione di miglioramento. Questi sono “gli ultimi uomini” cioè l’antitesi dello übermensch, coloro che hanno accettato la «religione della vita comoda».

Il nichilismo e i giovani

Il professor Galimberti compie uno studio mirato sui giovani e ci restituisce una visione della realtà sicuramente veritiera per quanto inquietante. In primis, i ragazzi oggi sono schiacciati da una concezione di futuro intesa non più come possibilità, bensì come minaccia. A ciò si aggiunge l’incapacità delle istituzioni (la scuola, la famiglia, la società) di sollevare i giovani dal profondo senso di apatia che li opprime. In chiave freudiana si potrebbe dire che è il trionfo di Thanatos, quell’impulso di morte che ci porta a disconoscere la vita. In questo scenario torna in soccorso Nietzsche che vede nel nichilismo una grande possibilità per l’uomo. Il concetto dell’Übermensch: un uomo capace di liberarsi dalla speranza di una vita ultraterrena, un uomo che accetta la mancanza di senso. Quest’eroica figura supera i vecchi principi per crearne sempre di nuovi; l’Übermensch assapora la vita nella sua completezza, nel suo qui e ora. Difatti, secondo Nietzsche, è proprio a partire dall’accettazione dell’inutilità della nostra esistenza che l’uomo può superarsi e superare i propri limiti.

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