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Jughead tra scrittore e outsider: la sua acutezza svela i meccanismi delle opere letterarie

Jughead tra scrittore e outsider: la sua acutezza svela i meccanismi delle opere letterarie

Uno dei personaggi più amati di Riverdale, Jughead Jones, è anche il narratore della storia, scrittore e lettore accanito. 

Di Supernino – Screenshot autoprodotto., Copyrighted, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=6283775

Jughead è uno dei protagonisti di Riverdale dove è interpretato da Cole Sprouse. In realtà il buon vecchio Jug (come lo chiamano i suoi amici) è prima di tutto un protagonista dei fumetti della Archie Comics (da cui è tratta anche la serie). Malgrado la serie tv abbia subito un certo declino dalle origini fino a ora, con trame incoerenti e scelte bizzarre spesso criticate anche dai fan, come personaggio rimane uno dei più apprezzati. A contribuire al suo fascino, anche la sua grande passione per la lettura e la scrittura.

Un outsider e la scrittura come fuga

Jughead Jones non è un personaggio qualsiasi di Riverdale, ma ne narra anche gli avvenimenti come narratore onnisciente. Li vive da esterno o da protagonista. Inizialmente è un outsider, che si esclude volutamente dagli avvenimenti, emarginato e con soli pochi amici. Quando inizia ad intraprendere un percorso di maturazione e di consapevolezza, anche grazie all’amicizia ed all’amore, diventa una persona più forte e decisa. In questo ha un ruolo fondamentale la scrittura, sua grande passione.

Jughead e l’amore per la letteratura

La vita non è un racconto di Agatha Christie, è molto più incasinata.

Jughead usa spesso i libri come metafora della realtà. Nella letteratura e nella scrittura vede una forma di controllo razionale di ciò che avviene, che nella vita normale naturalmente non possiede. La sua stessa quotidianità è colma di gialli e misteri, che la stessa Riverdale trae anche da certi classici. Jughead paragona spesso ciò che gli succede ai gialli di Agatha Christie. Tuttavia mentre in questi romanzi alla fine si scopre una soluzione logica, nella vita le cose sono molto più complicate.

L’allegoria di Moby Dick secondo Jughead

Nella quarta stagione lo vediamo entrare in una scuola d’élite (la Stonewall) in cui può mostrare le proprie capacità come scrittore. Ciò ci permette di assistere a veri e propri caffè letterari e dibattiti, durante i quali Jug ha l’occasione di mostrarsi per come è: una mente brillante e molto acuta, capace di cogliere il particolare nelle opere letterarie. Jug incarna il prototipo di lettore attento e appassionato, in particolar modo in una scena. Infatti, quando il professore chiede ai ragazzi della scuola quale fosse il significato di Moby Dick, i suoi compagni come molti cercano nella balena una allegoria. Jughead brillantemente spiega come in realtà Herman Melville odiasse le allegorie e non volesse che il suo romanzo fosse interpretato come una sorta di fiaba. La considerazione di Jughead è esatta nella misura in cui alcune interpretazioni tendono a banalizzare la storia di Meville, ma naturalmente esistono dei simbolismi nella storia. Il più ovvio e diffuso è quello della ricerca dell’ignoto e dell’assoluto. Meville ha spiegato però che il suo libro ha come significato pregnante la denuncia del male che c’è negli uomini. In tal senso il caro Jug ha ancora più ragione quando esclude la possibilità di un significato più banale nascosto dietro la balena, almeno non nelle intenzioni dell’autore. Naturalmente, come ci insegna anche Jughead, siamo liberi di cogliere nei libri la vita che vogliamo.

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