Nonostante l’idea di invecchiare sia difficile da accettare per tutti, “Younger” mostra quanto lo sia per una donna, specie nell’ambito lavorativo. Anni prima Némirovsky ha, con Jezabel, drammaticamente dipinto questo problema. 

Il dramma dell’invecchiamento, così complicato da affrontare sul piano psicologico, nella società odierna è qualcosa di cui tutti sentiamo parlare. A partire dalla corsa ai ritocchini, fino all’ossessione per la skin care, basta aprire una homepage di Instagram per notare come nella maggior parte dei casi tali accorgimenti siano indirizzati alle donne. Nonostante la letteratura, da Dorian Gray in poi, abbia riflettuto sulla condizione generale dell’essere umano, che ha difficoltà ad affrontare il passare del tempo, la condizione femminile è, per certi aspetti, più controversa. Nella serie tv “Younger” si gioca sarcasticamente su tutto questo.

Più giovane per lavorare

Younger è una sit-com uscita nel 2015 ed ancora in corso, basata sull’omonimo romanzo della scrittrice Pamela Redmond Satran. La vicenda narra di Liza, mamma divorziata di quarant’anni che decide di mentire sulla sua età per essere assunta in una casa editrice. Liza è costretta a dichiarare di avere ventisei anni, in quanto altrimenti nessuna azienda la considererebbe.

La serie è una divertente parodia di vari aspetti della società, a partire dai libri commerciali fino agli youtubers. In particolare, però, riflette sulla situazione lavorativa delle donne. Liza viene inghiottita dalla sua stessa finzione per non accettare di non poter fare ciò che faceva prima e di essere, agli occhi della società, ormai inutile per certi aspetti. A partire dal fatto che presto non potrà avere figli, fino alle semplici rughe sul suo volto. Vengono messe in evidenza le principali problematiche dell’universo femminile a causa dell’immagine imposta dalla società: la donna deve essere giovane, deve lavorare, ma anche occuparsi dei figli e quando l’orologio biologico fa tic tac sentirsi inutile. Liza, così come nessuna donna di Younger, vuole soccombere a questa antiquata idea, bensì combattere per la propria individualità e felicità.

Jezabel e la vanità

Il suo primo gesto al mattino quando si sveglia, ancor prima di aver aperto gli occhi, è prendere lo specchio. 

– I. Némirovsky, Jezabel

La protagonista del romanzo di Némirovsky è una donna di nome Gladys, che, seduta sul banco degli imputati perché accusata di aver ucciso il suo amante, ripercorre la sua vita. Questo personaggio è fortemente vanitoso, ossessionato dalla gioventù e dalla volontà di rimanere giovane. Gladys non deve accettare con difficoltà di essere invecchiata, semplicemente non vuole farlo per la sua vanità. Vuole controllare per sempre la vita e le situazioni con la propria bellezza, perciò è stata spesso paragonata alla figura di Dorian Gray.

Che cosa avrà da darmi la vita quando non potrò più piacere? Che ne sarà di me? Diventerò una vecchia imbellettata. Mi pagherò degli amanti… Oh, che orrore!

La sua vanità diventa egoismo fino a non farle accettare che la figlia cresca, che si sposi e la faccia diventare una donna anziana come tutte le altre. Sembra riuscire a vincere qualsiasi difficoltà, lutti, morti e situazioni sentimentali complesse, perfino l’accusa di omicidio di cui si dichiara colpevole, senza riuscire però ad accettare di invecchiare.

Tra difficoltà e ossessione

Gladys era totalmente posseduta dal desiderio di piacere e dall’ossessione dell’età.

Le due donne che abbiamo, a distanza di anni, qui messo a confronto rappresentano le due facce del problema sempre attuale dell’età. Da una parte Liza, che per mantenere la figlia decide di mentire sull’età, fino ad essere felice di questa nuova vita. Dall’altro, Gladys una donna già egoista e già ossessionata dall’età. Entrambe sono donne messe alle strette da una società che impone determinati canoni, ma mentre la prima lotta consapevolmente, la seconda finisce per farsi divorare dal suo stesso desiderio di apparenza. L’immagine esteriore è già un’ossessione, che accomuna ormai moltissimi di noi, mentre la sostanza Liza la ricerca nell’amore, ma anche nei libri. Il pregio principale di Younger è infatti quello di porre davanti allo spettatore le dinamiche editoriali sulla letteratura, mostrando la bellezza delle storie e delle persone, come vera sovrana di una società spesso troppo concentrata sullo specchio.

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