Il “traditore” dell’URSS: scopriamo la vita del Premio Nobel per la pace Andrej Sacharov

Scomparso il 14 dicembre 1989, Andrej Sacharov è stato un noto fisico sovietico, prima collaboratore e poi oppositore del regime sovietico.

Da principale collaboratore nella realizzazione della bomba termonucleare sovietica a Premio Nobel per la Pace, analizziamo la vita di Andrej Dmitrievic Sacharov fornendo un quadro dell’Unione Sovietica nel suo insieme.

La nascita e la strutturazione dell’URSS

La data del 30 dicembre 1922 ha segnato la nascita dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (abbreviato, URSS), uno Stato federale costituito da quindici repubbliche socialiste, tra cui la Russia, la principale. Sotto la guida prima di Vladimir Il’ič Ul’janov, più comunemente noto come Lenin, e poi di Iosif Vissarionovič Džugašvili, ovvero Stalin, essa succedette l’Impero Russo. La sua fondazione venne ufficialmente legittimata dalla Costituzione Sovietica del 1924, che ha disciplinato l’organizzazione dell’Unione. Il Congresso dei Soviet dell’URSS venne riconosciuto come corpo supremo dell’autorità statale ed era costituito dai rappresentanti dei Soviet urbani , dei Soviet dei centri abitati (sulla base di un rapporto di un deputato ogni 25’000 abitanti) e dai rappresentanti dei Soviet di governatorato (in questo caso, sulla base di un rapporto di un rappresentante ogni 125’000 abitanti). Accanto ad esso venne istituito il Comitato esecutivo centrale dell’URSS, frazionato nelle due camere dei Soviet dell’Unione (eletta dal Congresso dei Soviet dell’URSS e composta da 424 membri) e dei Soviet delle Nazionalità (che contava cinque rappresentanti di ogni repubblica appartenente all’Unione Sovietica). Al Comitato venivano sottoposti i progetti di legge, i quali necessitavano dell’approvazione delle due camere e qualora insorgessero opposizioni o contrarietà prevedeva l’organizzazione di un’apposita commissione di conciliazione. Nel 1936 venne adottata un’ulteriore Costituzione, conosciuta come Costituzione di Stalin, che cambiò la denominazione del Comitato esecutivo centrale dell’URSS in Soviet Supremo dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, che continuava ad essere costituito dalle due camere summenzionate con l’affiancamento del Presidium del Soviet Supremo, il cui ruolo era quello di esercitare collegialmente la funzione di capo di Stato esercitando funzioni di vario tipo, tra cui la promulgazione di decreti, l’interpretazione della legislazione vigente la rappresentazione del Soviet Supremo nei periodi nel quale non era in sessione.

Il programma atomico sovietico

Con “programma atomico sovietico” si intende l’insieme delle ricerche e degli studi condotti nell’Unione Sovietica a partire dagli anni ’30 del XX secolo per sviluppare l’arma atomica. In tal senso, venne strutturata la c.d. Operazione Borodino, guidata da Lavrentj Berija (già capo della polizia segreta) con l’obiettivo di produrre la bomba atomica. Si trattava di un traguardo ritenuto necessario da Stalin, in quanto l’ottenimento di un dispositivo del genere avrebbe garantito un potere molto elevato a livello internazionale. Per questo motivo, lo statista si impegnò nel riunire i principali scienziati e ricercatori sovietici sotto la sorveglianza del fisico Igor’ Vasil’evič Kurčatov. Un altro strumento largamente utilizzato fu lo spionaggio, che permise di raccogliere informazioni rispetto alla sperimentazione che stava avendo luogo nelle potenze occidentali. Nonostante ciò, gli studi teorici cominciarono ad avere riscontro solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, in particolare a seguito dei bombardamenti americani a Hiroshima e Nagasaki. Questi ultimi due avvenimenti indussero il regime sovietico ad accelerare vertiginosamente le proprie attività di ricerca, con l’intento di controbilanciare la forza statunitense. Il primo test nucleare sovietico si svolse quindi il 29 agosto 1949 presso il poligono nucleare di Semipalatinsk. L’Unione Sovietica entrò così a far parte del “club atomico”. Da quel momento in poi, gli scienziati si impegnarono nello specializzarsi maggiormente per la progettazione e costruzione di ulteriori bombe nucleari al plutonio, fino ad arrivare al 1963 alla firma del Trattato di Mosca sulla messa al bando parziale degli esperimenti nucleari, che prevedeva il divieto di testare le armi nucleari sulla terra, in acqua e sull’atmosfera.

Andrej Dmitrievic Sacharov

Andrej Dmitrievic Sacharov è stato uno dei più celebri fisici sovietici. A seguito del dottorato in matematica e fisica conseguito nel 1947, divenne membro dell’équipe di ricercatori impegnati nella realizzazione della bomba termonucleare sovietica. Entrò dunque a far parte dell’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica, e da lì divenne una delle figure di riferimento nell’elaborazione dell’arma nucleare. La sua vita conobbe però un’inversione di rotta radicale. Verso la fine degli anni ’60 difatti, Sacharov cominciò a provare un fervente dissenso nei confronti del regime sovietico. Egli disapprovava fortemente la sperimentazione nucleare per fini bellici, e la sua critica rispetto alle politiche sovietiche partì proprio da questo punto. Successivamente, iniziò a mobilitarsi per i diritti umani e fondò un apposito Comitato, che lo condusse all’attivismo politico volto anche alla rivendicazione delle cause sostenute dai prigionieri politici . Andrej Dmitrievic Sacharov venne definito dal governo sovietico come un vero e proprio traditore. In virtù del suo impegno per questi temi, nel 1975 gli venne conferito il Premio Nobel per la Pace, che non ebbe modo di ritirare personalmente in quando “personaggio scomodo”. Cinque anni più tardi venne arrestato a causa della sua opposizione all’arrivo dell’esercito sovietico in Afghanistan e rientrò a Mosca solo nel 1986, sotto il potere di Gorbačëv. Nel 1988 il Parlamento Europeo ha inaugurato il Premio Sacharov per la libertà di pensiero, che annualmente viene assegnato a organizzazioni o persone particolarmente attive nel tutelare la libertà di pensiero e i diritti umani. É difatti il massimo riconoscimento che l’Unione Europea conferisce agli sforzi compiuti a favore dei diritti dell’uomo. Nel 2019 è stata realizzata la Sacharov Walk of Freedom, costituita da mattonelle in ceramica disposte davanti al Parlamento Europeo. Su di esse si trovano scritte frasi o riflessioni sui vincitori del Premio Sacharov a partire dal 1988.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.