Il materialismo della modernità sta distruggendo la fantasia e portandoci verso il Nulla come nella Storia Infinita

La nostra società ha perduto, a causa del materialismo, la capacità di stupirsi, di fantasticare e forse perfino di aver paura dell’ignoto? Ci riflette Oscar Wilde con un racconto e Michael Ende nella Storia Infinita, da cui è stato tratto un film ormai cult. 

Illustrazione per Il fantasma di Canterville del 1914

Se ci trovassimo in una casa infestata da un fantasma che ci tormenta con rumore di catene e macchie di sangue, saremmo terrorizzati o penseremmo all’efficienza dei rimedi moderni per cacciarlo? Se dovessimo immaginare qualcosa, riusciremmo ancora a fantasticare? O ormai la nostra società ha ceduto per sempre l’immaginazione nelle fauci del materialismo e del consumismo?

Il fantasma di Canterville

Il racconto più celebre di Oscar Wilde ha come protagonista un fantasma che, purtroppo per lui, si trova ad infestare una casa i cui abitanti non solo non lo temono, ma anzi lo ignorano totalmente. Ne Il fantasma di Canterville, infatti, l’autore irlandese racconta la storia di questo spettro che tenta in tutti i modi di terrorizzare, come si addice ad un buon fantasma, gli abitanti del palazzo in cui dimora, ma senza alcun risultato. La famiglia lo tratta anzi male e con indifferenza, scocciata dalla sua presenza. L’intera vicenda è una tenera parodia della tipica famiglia americana, che è talmente presa dai beni materiali da non poter nemmeno spaventarsi per un fantasma. Emblematico a tal proposito è un episodio narrato nel racconto: gli abitanti della casa trovano una macchia di sangue orrenda sul pavimento, che risale ad un omicidio commesso nell’abitazione. Tuttavia, anziché urlare spaventati, gioiscono dell’efficienza del detersivo con cui la puliscono.

“Lo sapevo che il Super Smacchiatore Pinkerton
l’avrebbe tolta” , esclamò trionfante il ragazzo,
guardato con ammirazione da tutta la sua famiglia.

– Il fantasma di Canterville, Cap. I

La situazione paradossale su cui si basa tutta la storia, caratterizzata da passi esilaranti e diversi giochi di parole, ma anche da momenti di profonda riflessione, vuole allegoricamente mostrare come la società moderna sia oramai incapace di stupirsi.

La Storia Infinita e il “nulla”

La Storia Infinita è un romanzo di Michael Ende del 1979. È conosciuto al grande pubblico grazie al film che ne è stato tratto. Pur essendo in molti aspetti differente dal libro (cosa che ha spinto l’autore a bloccarne la produzione e a distaccarsi dal progetto), il film ha ottenuto un grande successo ed ha contribuito ad accrescerne il successo. Il protagonista è Bastian, un ragazzo che inizia a leggere uno strano libro, si immerge così tanto nella storia da sentirsi un vero personaggio del racconto, finché non scopre che lo è davvero. Quanto viene raccontato nel libro è, infatti, reale e solo lui può aiutare il regno di Fantàsia a sconfiggere un’entità che divora tutto: il Nulla. Questo nemico simboleggia la mancanza di fantasia che sta divorando l’immaginazione dell’uomo. Il libro è infatti una profonda allegoria sulla situazione umana ed una critica al materialismo.

La letteratura e la bellezza come antidoti al nulla

Oggi giorno si conosce il prezzo di tutto, ma si ignora il valore di ogni cosa.

– Oscar Wilde

Abbiamo visto come il racconto di Oscar Wilde volesse beffardamente criticare modelli della società oramai ampiamente diffusi. Nelle sue ultime opere, Oscar Wilde condanna quel che definisce nel De Profundis un vizio supremo, ovvero la superficialità. Critica coloro i quali vivono solo per l’apparenza e per possedere qualcosa, rimproverando la società di pensare solamente all’esteriore ed al materiale. Per sfuggire a tale vizio, gli uomini che ne sono in grado, ovvero coloro i quali possiedono un intelletto ed una voglia di conoscenza, devono ricercare nell’arte e nella bellezza vera (quella dell’anima, del profondo) una capacità ed una dignità di essere veri uomini.

Dal canto suo, con il suo romanzo, Michael Ende ha voluto porre l’accento sul materialismo della società che sta divorando la capacità dell’uomo di immaginare. La fantasia non è solamente una caratteristica dei bambini, ma in generale permette all’uomo di creare qualsiasi cosa, di ergersi quasi come un Dio sul mondo, poiché quando immagina l’uomo come Dio riesce, quindi, a creare. Pertanto, il compito dell’autore di un libro è proprio quello di restituire al mondo il suo segreto sacro e all’uomo la sua dignità (frase dello stesso Ende). La letteratura permette, quindi, all’uomo di innalzarsi e di andare oltre le semplici cose materiali. Bastian leggendo un semplice libro può diventare l’eroe di una storia fantasy e può scoprire principi e virtù che la quotidianità del caotico mondo moderno sta smarrendo. Se siamo capaci di perderci ancora nelle storie e di crearle, allora possiamo ancora prosperare e crescere come uomini.

Silvia Argento ©

 

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