Il fascino dell’antico Egitto sfida il tempo e rimane vivo attraverso libri e anime

La cultura egizia è ricca di miti e leggende che, a partire dal meraviglioso mondo dei geroglifici fino alle complesse divinità, ispira autori da sempre. 

Un complesso insieme di divinità, miti affascinanti, un culto dei morti unico, questi e molti altri sono gli elementi che fanno degli Antichi Egizi un popolo studiato ed apprezzato. Non serve per forza andare al museo egizio di Torino o possibilmente a Il Cairo per rimanere affascinanti da questa civiltà, infatti fortunatamente i media e la letteratura regalano grandi esperienze seppur a distanza. A partire dai classici romanzi storici più accurati, fino al fantasy. Come di fantasia è il mondo che l’anime Yugioh ha costruito attorno attraverso i miti egizi.

Le saghe letterarie più fortunate

Tra gli autori che ci permettono di conoscere con precisione, seppur attraverso romanzi e non saggi, la cultura egizia vi sono sicuramente Wilbur Smith e Christian Jacq. Il primo è autore di una serie di Romanzi Egizi (come sono definiti) il primo dei quali si chiama Il dio del fiume. All’interno di questa saga vengono illustrati alcuni aspetti interessanti della cultura egizia, in particolare nel primo le festività di Osiride. Quest’ultimo secondo gli Egizi era un re che morì annegato nel Nilo e poi risorto, divenendo poi giudice supremo dell’ Oltretomba.

Osiride

Christian Jacq ha invece prodotto sia saggi molto interessanti sia romanzi storicamente accurati, come la saga Il grande romanzo di Ramses, incentrata proprio sul Faraone Ramesse II. Quest’ultimo è considerato il Faraone più importante dell’Impero egizio, in quanto il suo regno durò moltissimo.

Simboli egizi a servizio del fantasy

Un’altra saga letteraria molto più recente e della nostra patria è dell’autrice Licia Troisi. S’intitola Pandora e racconta in quattro libri la lotta di una giovane ragazze contro dei demoni. All’interno della saga sono presenti riferimenti all’Egitto, a partire dal simbolo chiave dell’opera che è un ankh che la ragazza porta al collo. Come sappiamo, in quanto è diventato simbolo molto presente nella nostra vita e quasi “pop”, la croce ankh indica la vita. Christian Jacq spiega in un suo saggio che, come simbologia geroglifica, Ankh è anche un laccio di sandalo visto dall’alto, perché è come se gli dei guardassero la vita dall’alto. Chissà se Licia Troisi (che è laureata in fisica) ha scelto questo simbolo sapendo anche che, durante una conversazione con il fisico Fritjof Capra, Jacq ha scoperto che esiste una teoria scientifica per spiegare il fenomeno vita chiamata “bootstrap” ovvero “legaccio del sandalo”. Ciò lega curiosamente il simbolo egizio ancora una volta a noi.

Copertina del libro “Pandora – Il risveglio di Samael”, secondo della saga

In generale la saga di Licia Troisi mette in evidenza l’oscurità così affascinante dell’universo religioso egizio e dei suoi miti, unendo miti anche cristiani e più attuali. La grande cupezza del culto dei morti e della presenza dei demoni viene accostata allo stile gotico della protagonista ed alla musica metal, il cui genere si presta moltissimo a definire la cultura egizia. Non a caso esistono band come gli Shokran che ne usano temi e simbologia nelle loro canzoni.

I sette oggetti del millennio di Yugioh

Il mito attraverso le carte di un gioco

Famosissimo manga e anime degli anni ’90 è del tutto basato sui miti egizi. L’ultima stagione dell’anime è interamente ambientata nell’Antico Egitto, ma in generale tutta la storia si basa sulla vita di un Faraone e sulla simbologia egizia. Innanzitutto, vediamo la presenza dei così detti oggetti del millennio, sette oggetti che ripropongono simboli Egizi ben precisi. Troviamo ancora una volta la croce ankh (che è rappresentata dalla chiave del millennio), ma anche l’occhio di Horus. Quest’ultimo è il simbolo della prosperità e della salute, infatti nella lingua geroglifica significa proprio “proteggere”. Aveva largo uso presso gli Egizi proprio come amuleto protettivo. Nell’anime lo ritroviamo come simbolo di potere nei vari personaggi e in varie situazioni, così come lo troviamo nelle carte di Yugioh. Queste ultime come gli oggetti presentano diverse storie, a partire dalle leggendarie divinità egizie. La più potente delle tre si chiama proprio Drago alato di Ra. Non a caso si tratta di una delle carte più potenti del gioco, in quanto Ra era anche il Dio più importante della religione egizia, Dio del Sole e che governa il mondo. Il drago viene inoltre rappresentato in una delle versioni delle carte come un uccello, una fenice, iconografia simile a quella classica egizia.

Carta “Drago alato di Ra”

Altro oggetto del millennio è la bilancia del millennio che non può non ricordarci la pesatura dell’anima (chiamata nel Libro dei morti psicostasia). Si tratta di una celebrazione egizia secondo cui prima di poter accadere all’aldilà viene pesato il cuore della persona, ponendolo proprio sul piatto di una bilancia. Sull’altro piatto si trova invece una piuma, che è simbolo della dea Maat, ovvero della verità. Maat è la dea della giustizia e iconograficamente viene rappresentata proprio con una piuma in testa. Secondo alcune illustrazioni presenti nel Libro dei morti, a giudicare la pesatura è Anubi, dio della mummificazione e governatore del regno dei morti. Questo dio lo vediamo in Yugioh sia nell’anime, ma soprattutto nel film dove  ha il ruolo di antagonista principale. Anche se in questa occasione la sua resa è abbastanza lontana dal mito effettivo.

Tutto l’anime ha messo poi in risalto la grande importanza della figura del Faraone. Del resto, in egizio faraone significa proprio “grande casa”. E come una grande casa l’Egitto ci affascina e ci accoglie tra saghe e leggende per portarci indietro nel tempo attraverso una grande civiltà.

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.