Il Superuovo

Il dramma dell’incomunicabilità umana attraverso le opere di Pirandello, Pink Floyd e Antonioni

Il dramma dell’incomunicabilità umana attraverso le opere di Pirandello, Pink Floyd e Antonioni

Nell’arte e nella vita, tra il trasmettere e il recepire c’è di mezzo l’uomo, che non sempre riesce a congiungere i due atti.

Visualizza immagine di origine

L’incomunicabilità è una condizione intangibile ed emozionale che erge una barriera separatrice tra due soggetti, la cui interazione risulta superficiale o del tutto impossibile. Si tratta di un processo astratto ma assai frequente, che affligge gli esseri umani e la loro convivenza. L’arte, come spesso accade, è cassa di risonanza dei comportamenti sociali, tra i quali l’incomunicabilità.

Pirandello tra incomunicabilità e solitudine

All’interno della sua celeberrima opera “Uno, nessuno e centomila” l’autore siciliano narra la storia di Vitangelo Moscarda, un uomo colpito da una deformazione al naso che gli causa profonde crisi esistenziali, poiché scopre che tutte le persone che incontra si creano un’ immagine di lui differente a seconda della prospettiva e del contesto. Dal credere di essere “uno”, Vitangelo capirà di essere “centomila” persone differenti, e al contempo “nessuno”. Solamente facendosi ricoverare in un ospizio sarà in grado di trovare quella pace interiore tanto desiderata, attraverso un percorso di rinuncia ad ogni identità, lasciandosi trascinare dallo scorrere della vita. L’incomunicabilità che tormenta la vita del protagonista si affianca ai concetti di soggettivismo e relativismo, i quali si insinuano con costanza e veemenza negli scritti pirandelliani. Nel suo dramma “Sei personaggi in cerca d’autore” infatti, scrive:

Abbiamo tutti dentro un mondo di cose; ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre, chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sè, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo d’intenderci; non c’intendiamo mai!

Insomma, gli esseri umani non possono intendersi, poiché ognuno di essi fa riferimento alla sua realtà soggettiva e dentro di essa proietta le parole che ascolta, senza poter capire la realtà altrui. Una visione pessimistica che, mediante la vicendevole incomprensione, condanna gli esseri umani a far fronte alla solitudine.

La genesi di un capolavoro

Come per l’intero album “The Wall“, il filo conduttore concettuale del brano “Comfortably Numb” risulta essere l’incomunicabilità, nello specifico quella che coinvolge artista e pubblico. In un’intervista di quasi quarant’anni fa, il cantante Roger Waters spiega come la genesi della canzone prenda spunto da un suo episodio di vita personale: in occasione di un concerto a Philadelphia di qualche anno prima, il medico gli prescrisse un sedativo contro un forte mal di stomaco, che gli avrebbe consentito di suonare live. Una volta salito sul paco, però, Waters, aveva la vista annebbiata e riusciva a malapena a muovere le mani. Il dolore era talmente forte da impedirgli di sentire le grida della folla e vedere con nitidezza i volti che la componevano. A sua volta il pubblico non recepiva la profonda crisi nella quale il cantante stava annegando, l’ unica cosa che chiedeva era la sua musica. Nel testo è chiaro ed esplicito l’urlo di dolore di Waters causato da questo dramma. L’artista, ma soprattutto l’uomo per sentirsi vivo ha bisogno di essere ascoltato, e nel momento in cui questo non accade il sentimento di solitudine lo pervade senza indugio.

Non c’è dolore, vi state allontanando

Una nave lontana che fuma all’orizzonte

Arrivate solo ad ondate

Le vostre labbra si muovono ma non

sento cosa state dicendo

Visualizza immagine di origine

La ricerca di un senso

Assoluto visionario e precursore, Michelangelo Antonioni è il primo regista che si è prestato ad affrontare determinati temi sociali, ad esempio l’incomunicabilità. Per ricondursi alla teoria di Pirandello, la poetica di Antonioni si fonda sull’intento di tracciare i caratteri di specifica mente umana e delle sue relazioni, mantenendo come punto di riferimento il contesto emotivo e psicologico nel quale è nato un certo comportamento o una certa idea. Nelle sue opere, il regista ci narra l’incombente sviluppo di una società nella quale la necessità di imbastire rapporti relazionali di vario genere è in costante aumento e direttamente proporzionale alla desolazione derivante dalla mancata soddisfazione di essa. I personaggi creati dal regista si mettono al servizio di una nostra interpretazione attraverso espressioni impercettibili, sussurri, dialoghi essenziali; attraverso questi elementi, essi sono alla costante ricerca di certezze, ma si ritrovano quasi sempre ad immergersi in un vuoto privo di forma. Così Antonioni si interroga su quale sia il senso dell’esistenza umana se non quello di comunicare, relazionarsi, parlare e confrontarsi. La solitudine è la condizione paradossale di una società moderna, e quando questa si verifica il senso dell’esistenza viene meno. L’incomunicabilità produce alienazione e disagio, sinonimi (metaforicamente)di morte.

 

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: