Il calcio riparte: Benni ci ricorda gli anni d’oro dei Bar Sport

Il calcio riparte e Stefano Benni ci ricorda lo spirito dei Bar Sport

In questo periodo di pandemia la televisione ha smesso di trasmettere nuove partite e il mondo del calcio si è fermato. Stefano Benni nel 1976 pubblica un libro in cui scrive con tono umoristico  dei frequentatori abituali del Bar Sport, bar differente da tutti gli altri e situato in ogni paese che si rispetti.

Calcio e pandemia

Nei giorni passati ci siamo trovati di fronte a una realtà particolare: i bar si sono spopolati, gli stadi svuotati e sui campetti si è potuta ammirare la polvere correre sul prato, come in un film del lontano Far West. Ora l’Italia riapre le porte al calcio e dal 12 e 13 giugno si parlerà solo delle semifinali di Coppa Italia e successivamente del campionato.

Le partite ovviamente saranno a porte chiuse e con una procedura da rispettare rigidamente. Infatti il 1 giugno 2020, per fare fronte all’emergenza sanitaria, sono state approvate le nuove norme durante la 133esima riunione dell’International Board e riguarderanno solo le competizioni Fifa, fino al 25 giugno. Si potrà quindi assistere allo svolgimento dei match con un drastico cambiamento delle regole di gioco.

Gualtiero Ricciardi, consigliere del ministro della Salute R. Speranza, durante un’intervista per Repubblica, ha dichiarato che si sta valutando se portare negli stadi un numero limitato di spettatori o se delocalizzare il campionato.

Siamo davanti a una mutazione e il mondo dello sport, davanti ai nostri occhi, cambia forma, si evolve e si adatta alla situazione.

Stefano Benni

Quando ci troviamo davanti a un cambiamento del genere è naturale ed insito nell’animo umano guardarsi alle spalle con nostalgia. C’è chi durante questa quarantena ha rispolverato le vecchie foto e chi ha letto pagine di vecchi libri. Noi abbiamo fatto un passo indietro e, sognando questa pseudo stagione calcistica che ricomincia, ci ha fatto sorridere pensare ad un testo del 1976 che raccontava di gente come noi che si sentiva parte di qualcosa come se con le proprie idee, dentro quattro mura, potesse contribuire davvero a modificare le decisioni dei dirigenti delle società calcistiche. Stiamo parlando del sacro mondo dei bar, di quelli eterni degli anni ’80 con tanto di biliardo e calcio balilla.

Stefano Benni nel 1976 pubblica per noi Bar Sport dando forma all’immaginario di una società che è cambiata, che fa fatica a ricordarsi che prima dei soldi e del Calciomercato, il calcio era semplicemente (e solo) uno sport. Ma chi è Stefano Benni?  Classe 1947, è uno scrittore, sceneggiatore, giornalista, umorista, drammaturgo e poeta. Ha scritto moltissime opere tra cui ricordiamo La compagnia dei celestini, Terra!, Comici spaventati guerrieri e Il bar sotto il mare. Attraverso i giochi di parole, i neologismi e le parodie costruisce un’immagine satirica della realtà italiana degli ultimi anni. Viene soprannominato il Lupo perché passa la sua infanzia sulle montagne dell’Appennino.

Nel sito stefanobenni.it si scrive di lui:

Non esiste una biografia del lupo Benni perché da trent’anni, tutte le volte che gliela chiedono, il lupo la cambia, dicendo un sacco di balle, o quasi-balle. Poiché nessuno ha mai controllato, Benni si è divertito a costruirsi almeno dodici biografie diverse

Benni è quindi una figura di scrittore umorista che, attraverso il suo stile comico ed ironico, tratta temi ed aspetti tipici della nostra cultura. Bar Sport è uno dei suoi primi libri in cui si parla proprio del classico bar per sportivi che, a differenza di tutti gli altri locali, è un luogo quasi magico e mistico, dove i suoi abituali frequentatori sono sempre gli stessi, in ogni parte d’Italia ci si trovi: c’è il playboy e lo scemo da bar, il professore, il bimbo del gelato… li troverai sempre lì, pronti a raccontarti la loro visione del calcio. Il luogo ideale per non sentirsi mai soli se si condivide lo stesso sangue calcistico.

Bar Sport

Nel Bar Sport non sei mai solo. Forse perché lì trovi gente come te e ti senti parte di qualcosa. In questo periodo di pandemia, quando anche le più solide certezze tendono a vacillare, sentiamo la mancanza di appartenere a un gruppo, che sia la squadra del campetto o la massa dei tifosi della domenica. Il Bar Sport di Benni parla di tutti. Tra quelle quattro mura spiccano persino menti eccelse come quella del Professore:

“L’ha detto il professore” era una frase che troncava qualsiasi discussione. Le sue divagazioni sulla natura dell’animo umano e sul significato dell’esistenza erano ascoltate con grande attenzione e alla fine tutti, poiché non avevano capito quasi niente, facevano la faccia triste e si davano delle gran pacche sulle spalle dicendo “Coraggio, amico mio, cosa vuoi farci” e tiravano grandi sospironi.

Se il Professore fosse qui oggi a scrivere con noi questo articolo citerebbe sicuramente Seneca, farebbe qualche commento su Schopenhauer e si farebbe offrire da bere da Hobbes. Ma noi siamo solo uomini che parlano con umiltà di calcio e quindi possiamo raccontare solo che il calcio moderno, inventato in Inghilterra nella metà dell’Ottocento, conosce un incredibile successo superando altri sport per fama. I ragazzi per le strade lo praticano e gli adulti ne parlano nei bar.

Ecco come si fondano i primi Bar Sport dove ci sono delle regole non scritte che Benni annota per permettere al lettore di “farsi una cultura”, ridendo: il professore impartisce lezioni di grammatica, la Luisona non si mangia e le attrazioni da bar sono esse stesse simbolo del locale.

Un bar Sport possiede un richiamo tanto maggiore quanto più organicamente possiede attrazioni: ad esempio, è perfettamente inutile che un bar possieda un buon biliardo, se non ha un buon scemo da bar.

Oggi il mondo del calcio si sta riprendendo e le scarpe chiodate, che erano state appese temporaneamente al chiodo, sono state rinfilate ai piedi. I baristi hanno pulito e posizionato le sedie. Ed ecco che si giocano le prime partite, ed ecco che i tifosi le guardano seduti sui loro sgabelli prediletti.

Alla fine ci si rende conto che l’Italia si sta rialzando perché il calcio, sua anima, sta riniziando.

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