Umberto Saba con il suo “Canzoniere” ha realizzato un romanzo in poesia estremamente originale. 

Pubblicata nel 1921, la raccolta “Canzoniere” del poeta triestino Umberto Saba è un unicum della poesia italiana, in quanto risponde ad un processo ambizioso dell’autore: realizzare una raccolta che ricopra tutta la sua vita, dall’infanzia difficile, al matrimonio, alla psicoanalisi.

Il Canzoniere grande romanzo autobiografico

Umberto Saba ha racchiuso tutte le poesie che ha composto durante la sua vita in una raccolta: il “Canzoniere”. All’interno di quest’opera, i vari componimenti non sono ordinati secondo ordine cronologico di composizione o per tematiche, ma in modo molto particolare: ogni sezione corrisponde ad una fase della vita e tutta la raccolta è strutturata come fosse un romanzo, come lo stesso autore l’ha definita. Questo perché, come un romanzo, ha una struttura in cui i vari personaggi e luoghi si ripetono ed è organizzato in modo coerente e coeso. Come i grandi romanzi, poi, vuole rappresentare la totalità, ovvero dipingere la situazione universale degli uomini.

L’autore può rappresentare la totalità in virtù del fatto che egli, essendo un uomo, vive situazioni che tutti noi sicuramente abbiamo vissuto, dalla nostalgia, alla tristezza, all’insonnia. Tradimenti, gioie, dolori, storie d’amore felici e rotture, tutto ciò che una vita può dare, si trova dentro il Canzoniere. Esempio banale, la poesia Un ricordo, in cui il poeta ricorda giornate trascorse con un ragazzetto. Si tratta di una notte insonne trascorsa a pensare al passato, che tutti noi sicuramente abbiamo vissuto.

Non dormo. Vedo una strada, un boschetto,

che sul mio cuore come un’ansia preme;

dove si andava, per star soli e insieme,

io e un altro ragazzetto.

Oppure ancora nella sezione del Canzoniere Preludio e fughe, l’undicesima fuga, in cui l’autore mostra come in realtà nessuno di noi sia solo perché ogni uomo condivide le sventure dell’altro:

È bella

La nostra solitudine. Ma pure

Sento in essa echeggiar le altrui sventure

Più grandi.

L’arte deve essere onesta

L’idea principale che sta alla base dell’opera di Saba è quella di una poesia che, senza fronzoli e finzioni, racconti la verità di una vita realmente vissuta, la quotidianità e le piccole cose. Non esiste una forma di fantasia, ma solo un’introspezione della psiche umana e racconti di esperienza. Saba afferma di voler vivere la vita di tutti, d’essere come tutti gli uomini di tutti i giorni.

La poesia deve essere narrativa, ovvero raccontare con onestà e semplicità. Saba rifiuta i grandi simbolismi o versi criptici tipici di alcuni suoi contemporanei e si apre al quotidiano e al semplice. Questo concetto viene esposto chiaramente dal poeta nel saggio Quello che resta da fare ai poeti, scritto nel 1911. Qui, Saba spiega come ai poeti resti da fare la poesia onesta, non devono quindi cercare l’ispirazione e sforzata magari per ambizione o successo, ma cercare se stessi, non fingere di essere qualcun altro e non dire che non si sono vissute. L’autore confronta allora Manzoni e D’Annunzio, il primo è vero e onesto, il secondo invece è artificioso.

mentre vede che l’artificio del d’Annunzio non è solo formale ma anche sostanziale, egli si esagera o addirittura si finge passioni ed ammirazioni che non sono mai state nel suo temperamento: e questo imperdonabile peccato contro lo spirito egli lo commette al solo e ben meschino scopo di ottenere una strofa più appariscente, un verso più clamoroso.

– U. Saba, Quello che resta da fare ai poeti

La bellezza della semplicità

Amai trite parole che non uno osava.
M’incantò la rima fiore
amore,
la più antica difficile del mondo.

– U. Saba, Il canzoniere

La poesia Amai, contenuta nella sezione “Mediterranee” del Canzoniere, è considerata il vero manifesto della poetica di Saba. Infatti, racchiude tutte le sue scelte poetiche: rime semplici e infantili, conosciute da tutti, ma non per questo banali. L’autore rivendica un minimalismo che consiste nella bravura di saper descrivere anche le cose più quotidiane nel modo più comprensibile possibile, e per questo artistico. Nell’ultima parte della poesia si rivolge proprio al lettore, a noi tutti, che possiamo apprezzare la sua opera e rivederci in essa. Narra infatti di cose che tutti abbiamo vissuto almeno una volta e per questo ci ricorda la meravigliosa forza della letteratura.

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