Il 24 Marzo arriva Disney +: riscopriamo i Classici più belli tratti dalla letteratura

Il 24 Marzo sbarcherà in Italia Disney +, piattaforma streaming che conterrà nuovi progetti, ma anche i classici Disney. Sappiamo che alcuni tra i più famosi sono tratti dalla letteratura. 

La Disney ha da sempre raccontato storie molto divertenti, ma anche complesse, sapendo conciliare lo svago con degli importanti insegnamenti. Per questo motivo i film Disney, pur essendo indirizzati ai più piccoli, sono molto apprezzati anche dagli adulti. Tanto che moltissimi lungometraggi sono tratti da opere letterarie molto importanti. Nonostante qualche licenza, la Disney permette di ricostruire spesso aspetti fondamentali di questi romanzi e racconti, ma anche di opere teatrali come Peter Pan e Wendy di J. M. Barrie.

Visto che grazie a Disney + sarà molto più semplice rivederli o scoprirli per la prima volta, vediamo quali sono i classici che traggono ispirazione dalla letteratura.

Le fiabe

Sicuramente il primo genere letterario che viene in mente quando si pensa alla Disney è quello fiabesco. Le fiabe, tuttavia, non sempre sono semplicemente racconti per bambini, ma nascondono spesso tematiche psicologiche e molto più complesse. Il primissimo classico Disney è proprio Biancaneve e i sette nani, tratta dalla versione dei Fratelli Grimm. Il film si distacca poco dalla fiaba originale, tanto più che la stessa storia ha moltissime varianti come è ovvio per una storia di folclore. Ad esempio manca la famosa scena delle scarpe di ferro: nella fiaba originale la matrigna di Biancaneve viene costretta a indossare delle scarpe di ferro ed a ballarci in eterno, finché non muore per la stanchezza. In un’altra versione del finale viene rinchiusa in un carcere, ma Biancaneve va comunque a trovarla, perché in quanto buona per natura la perdona.

Altra fiaba dei Grimm è La bella addormentata (a cui nel film viene aggiunto “nel bosco”), famosa prima ancora nella versione di Charles Perrault. Sia la versione dei Grimm che il cartone si fermano prima dell’effettivo finale, ovvero prima delle avventure dei figli del principe e la principessa. Aurora è infatti il nome della figlia della principessa, mentre la Disney trasferisce questo nome alla protagonista, che nelle varie versioni della fiaba effettivamente lo cambia spesso.

Non possiamo dimenticare poi Cenerentola, che troviamo in Perrault, nei Grimm ma anche in tantissime altre versioni, essendo una delle fiabe più antiche. Tanto che si parla più che altro del mito di Cenerentola talmente tante sono le sue versioni. Interessante è scoprire che la famosa scarpetta di cristallo, per i fratelli Grimm sia d’oro.

Esistono poi due fiabe che più di tutte sono state modificate per essere fruibile al pubblico giovane, rispetto alla versione originale e sono La bella e la bestia e La sirenetta. La prima trae la sua origine primaria dal mito di Amore e psiche che ritroviamo in Apuleio, portata però al massimo splendore dalle versioni di Beaumont e Villeneuve. È stato osservato come questa storia voglia mostrare un’idea di unione tra persone che prescinda dal genere “uomo e donna” ed in particolare il passaggio all’età adulta e sessuale della protagonista, cosa che ovviamente dal classico Disney non trapela, così come sono state tagliate moltissime scene macabre. Su La sirenetta, tratta dal capolavoro dell’autore danese Andersen, si è sempre parlato a lungo ed è noto a tutti come alla fine la protagonista muoia. Andersen in questo racconto ha messo tutta la sua frustrazione a causa della propria omosessualità che è costretto a tenere celata, da qui la metafora dell’assenza della voce e la presenza di un amore impossibile.

I grandi romanzi per ragazzi

Dopo le fiabe, forse la fonte primaria della Disney sono stati i grandi romanzi per ragazzi. Primo tra tutti il capolavoro di Collodi Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino. Era chiaramente difficile cogliere l’essenza di questo libro, in cui Pinocchio rappresenta tutte le fragilità umane, eppure la Disney è comunque riuscita a mostrare crescita ed evoluzione di questo burattino rendendone la storia anche più divertente. Anche lo stesso protagonista è meno cattivo e più ingenuo.

Un altro romanzo per ragazzi che è stato ripreso è L’isola del tesoro di Stevenson, che diventa pianeta del tesoro. Lungometraggio a volte ingiustamente snobbato, ma che va comunque apprezzato soprattutto per la resa dei personaggi. In particolare John Silver, che nel romanzo indica volutamente l’ambiguità della morale e rimane tra il buono e cattivo, qui subisce una vera e propria evoluzione in positivo, rinunciando alla sua avidità per amicizia.

Pur non trattandosi poi di un classico Disney ma di un film, non bisogna dimenticare che Walt Disney ha dato molta visibilità a P. L. Travers, autrice dei romanzi su Mary Poppins. Sia nell’omonimo film che in Saving Mr. Banks viene spiegata la grandiosità di questa storia in cui occorre un aiuto più che ai bambini, agli adulti per affrontare le difficoltà della vita “vera”.

Tra realismo e fantasy

Missione molto più ardua viene compiuta con la trasposizione di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Caroll. In questo caso è anche più difficile realizzare una versione cinematografica poiché la grandezza dell’opera, oltre al meraviglioso nonsenso che comunque la Disney riesce a rappresentare, sta nei numerosi giochi di parole e stilistici che il geniale scrittore e matematico è riuscito ad effettuare.

Spostandosi da un maestro del fantasy ad un mostro di realismo crudo, è stato tratto un film anche dal lavoro di Victor Hugo Notre Dame De Paris. Ovviamente il finale tragico, il triangolo amoroso o la scena della tortura non hanno trovato spazio ne Il gobbo di Notre Dame. Eppure, pur eliminando il finale tragico e rappresentando Frollo come un giudice anziché un prete, la Disney ha comunque conservato la corte dei miracoli, la discriminazione del diverso e mantenuto l’insegnamento e la riflessione sulla bellezza. Esmeralda è poi un personaggio femminile non più ingenuo e infantile come nel romanzo, ma una donna matura, forte e capace, che si fa portavoce di giustizia. Il lungometraggio non risparmia poi scene macabre ed inquietanti, che mostrarono una rivoluzione della Disney più volta a temi più maturi e non semplicemente “da favola” (o sarebbe meglio dire, da fiaba).

 

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