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I tre “nomi parlanti” delle commedie di Plauto dal significato più interessante

I tre “nomi parlanti” delle commedie di Plauto dal significato più interessante

Plauto è uno degli autori di teatro più importanti della letteratura latina. Le sue commedie hanno una caratteristica interessante: la presenza di “nomina loquentes”, nomi parlanti. Vediamo i tre più interessanti.

Per “nome parlante” (in latino nomen loquens) si intende un nome il cui significato è illuminante circa le caratteristiche della persona che lo porta. Ciò corrisponde al motto antico “nomen omen”, ovvero “il nome è una premonizione”. Secondo gli antichi, infatti, il nome poteva rivelare qualcosa sul futuro o sul carattere della persona. Nelle commedie di Plauto sono diversi i personaggi che ne portano uno, a volte protagonisti, altre volte personaggi secondari.

1. Pseudolo

In riferimento al teatro di Plauto è stata coniata la definizione di commedia del servo in quanto con le sue opere Plauto ha dato dignità a questa figura. Infatti, lo stesso autore probabilmente doveva essere uno schiavo affrancato. Di solito il servo è il motore della vicenda, che inganna il protagonista oppure che è lui stesso il principale personaggio. Parliamo di servus callidus, ovvero di servo furbo. Spesso Plauto utilizza questo personaggio come suo alter ego, ad esempio nello Pseudolus. Questa commedia porta il nome del suo protagonista le cui caratteristiche sono rivelate anche dallo stesso nome: Pseudolo significa “bugiardo” e lo schiavo è esattamente un bugiardo, ma non nel senso banale del termine. Si tratta di un brillante oratore, che sa persuadere e manipolare a suo piacimento le persone e gli eventi. Non per niente è uno dei più famosi servi delle commedie plautine.

2. Pirgopolinice

Il Miles gloriosus è un’altra importante commedia di Plauto. Il soldato “fanfarone” qui rappresentato è una delle maschere della palliata (commedia latina). Tale commedia ha come protagonista Pirgopolinice, anche se il vero centro della storia sarà ancora una volta il servus callidus, qui di nome Palestrione. Il nome è ancora una volta di origine greca, composto di tre parole: πύργος (pyrgos) “fortezza”, πόλις (polis) “città”, e νίκή (nike) “vittoria”, utilizzato, come gloriosus, in senso chiaramente ironico. Pirgopolinice è un “espugnatore di città”, dice il suo nome, ma in realtà non vale un soldo. Il taglio ironico del nome corrisponde anche al contenuto della commedia, quindi è un nome “parlante” per diversi aspetti.

3. Spazzola

Una delle commedie più citate di Plauto è sicuramente i Menecmi, che tratta di due gemelli ed in cui è presente il topos letterario della doppia identità. Si tratta anche di un’opera molto illuminante sulla cosiddetta “commedia degli equivoci”, in quanto Plauto ne fa un genere proprio e particolarissimo. Qui l’equivoco consiste nello smarrimento di uno dei gemelli e del riconoscimento finale e ricongiungimento dei due. Uno dei personaggi più importanti in italiano si chiama Spazzola, mentre nella versione originale è chiamato Peniculus, che significa pennello. Si tratta di un parassita, un’altra maschera della commedia latina. Si tratta di un classico “scroccone” che fa di tutto per accaparrarsi soprattutto cibo. Da qui “Spazzola”, nel senso di una persona che si “spazzola” tutto il cibo tanto è ingorda.

 

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