Hello Talk, l’app che parla al mondo, persegue il Cosmopolitismo che già gli antichi insegnano

L’app Hello Talk ha come motto “talk to the world”. Parlare con chiunque a distanza ci ricorda come ormai siamo cittadini del mondo, ma già gli antichi lo sapevano. 

Hello Talk è un’app che permette di dialogare con chiunque nel mondo. Funziona in modo semplice: si crea un account come in un qualsiasi social, con la propria foto profilo, la propria età e luogo di provenienza. La differenza sostanziale con gli altri social sta nel fatto che si inserisce la propria lingua madre e la/le lingue che si vogliono imparare e da quel momento il social fa in modo di farti trovare una persona che conosca la lingua che vuoi imparare e che voglia apprendere qualcosa sulla tua. Così persone che vogliono conoscere culture e lingue diverse si conoscono, si allenano sulla lingua e apprendono diversi usi. Ciò apre le porte ad un’idea sempre più diffusa nella nostra epoca: il sentirsi cittadini del mondo, grazie alle nuove forme di comunicazione. Questa idea di cosmopolitismo non è nuova, ma ha importanti radici antiche.

Talk to the world!

Il motto di Hello talk è “parla con il mondo“. Appena si crea un account, l’app immediatamente ti permette di trovare qualcuno che parla la lingua a cui sei interessato, ma cercando meglio puoi parlare con chiunque da qualsiasi parte del mondo. Il fatto che sia possibile fare amicizia e interagire con persone molto lontane è alla base di molti social e in generale del web, tanto più che anche Hello Talk permette di inserire delle etichette con i propri interessi, così da far incontrare persone da gusti simili (un po’ come fa Facebook con le pagine e i gruppi). Tuttavia la novità di questa app è che nasce con lo scopo di imparare lingue e culture, attraverso una forma di scambio fra un madrelingua “esperto” della propria cultura e qualcuno interessato ad apprenderla.

La conversazione è strutturata come su qualsiasi app di messaggistica, ma ha in più delle opzioni che facilitano l’apprendimento delle lingue: vi è un’opzione di correzione per correggere il proprio interlocutore ed insegnargli ad esprimersi meglio. Inoltre, si può attivare traduzione istantanea di un messaggio nella propria lingua se non lo si è capito.

Il cosmopolitismo

La parola cosmopolitismo deriva dall’unione di due parole: κόσμος (kósmos), cioè mondo e e πολίτης (polítes), cioè cittadino. Cosmopolitismo indica, infatti, l’atteggiamento di chi si sente cittadino del mondo. Tale convinzione si è sviluppata in antichità con l’avvento dell’Ellenismo, in cui si pose fine alle poleis greche, quindi ad una divisione per città. Inoltre, si diffuse un unico linguaggio ovvero la koinè. Alessandro Magno stesso voleva unire tutto il suo Impero sotto un’unica cultura.

Da un punto di vista filosofico il cosmopolitismo ebbe grande fortuna presto i sofisti ed in particolare gli stoici.

E il molto ammirato stato di Zenone, fondatore della setta stoica, a quest’unità insomma tende, che noi non siamo governati per città o per nazioni, ognuna distinta per proprie leggi; ma tutti gli uomini consideriamo connazionali e concittadini, e sia una la vita e il mondo, come di un gregge tutto unito, allevato con una legge comune. Questo Zenone scrisse, raffigurandoselo come immagine ideale di buona legislazione filosofica e di stato.

– Plutarco, De Alexandri Magni fortuna aut virtute

Lo stoicismo è una corrente filosofica fondata ad Atene intorno al 300 a.C. da Zenone di Cizio. La dottrina principale dello stoicismo è l’atarassia (dal greco antico ἀταραξία ovvero assenza di agitazione), il dominio delle passioni per vivere una vita in tranquillità è raggiungere la saggezza. È convinzione degli stoici che il mondo sia governato da un λόγος (logos) e che pertanto tutto appartenga ad un’unica natura e sola cosa. Da qui il profondo cosmopolitismo degli stoici: se esiste un solo universo governato dal logos, non vi sono differenze fra stati e culture.

La civitas universalis e la filantropia

Secondo Cicerone, che viene influenzato in ciò molto dalla concezione stoica, il mondo è governato da una legge universale e si deve essere cittadini di qualsiasi luogo in cui vi sia il bene. Non vengono concepite leggi divisorie in tal senso fra uno stato e un altro, poiché una legge universale coinvolge tutti gli uomini. La natura è governata da una legge razionale che va seguita necessariamente da tutti loro.

Il culmine di tale concezione si ha politicamente con la Constitutio antoniniana di Caracalla (212 d.C.), con la quale viene conferita la cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell’Impero. Nel mondo romano, l’idea di un mondo a cui tutti apparteniamo si ha con il concetto di humanitas. Infatti, le differenze fra uomini vengono superate dal fatto che siamo tutti essere umani. Come recita Terenzio nella sua commedia Il punitore di se stesso:

Homo sum, humani nihil a me alienum puto,

Sono un essere umano, niente di ciò ch’è umano ritengo estraneo a me.

Del resto, Filone di Alessandria (filosofo greco nato nel 20 a.C.) definisce cosmopolita chiunque riesca a sentirsi cittadino del mondo e a vivere secondo le leggi dell’universo, non concependo quindi un’idea di mondo divisa in stati, culture e confine. Possiamo sentirci cittadini del mondo in quanto solo per il fatto di essere tutti umani, apparteniamo allo stesso luogo e nulla ci deve separare, né le differenze e, grazie a Hello Talk, nemmeno le lingue.

L’aspetto sicuramente più positivo di questa app, a mio dire sta nel fatto che l’idea di base non sia eliminare le suddette differenze o le varie lingue, ma unire le persone attraverso uno scambio fra cultura e lingue. Ognuno su Hello talk conserva il proprio nazionalismo, giacché l’app stessa si basa sul fatto che due persone comunichino insegnandosi a vicenda la propria cultura di appartenenza. È quindi la differenza stessa a costituire un legame fra le persone ed a spingere a trasmettere, nel rispetto reciproco, la propria lingua e le usanze del proprio Stato.

Silvia Argento ©

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