Ezio Auditore e le macchine di Leonardo: il genio fiorentino in Assassin’s Creed

Sei giorni fa è ricorso il cinquecentenario della morte del grande Leonardo da Vinci. Il 2 maggio 1519, infatti, si spense nel comune francese di Amboise uno dei più grandi geni (se non il più grande) della storia dell’umanità. La capacità innovativa, il pensiero, le tecniche di Leonardo erano così avanzate per la sua epoca che alcuni teorizzano addirittura un intervento alieno, che giustificherebbe così alcune idee considerate eccessivamente in anticipo sui tempo persino per lui.

Ma chi era questo grande incredibile uomo? Tutti conoscono il suo nome, ma sappiamo davvero qualcosa su di lui? Facciamo quindi un veloce viaggio nel tempo per riscoprire la persona più eclettica mai esistita nella storia!

Una vita (mai) in vacanza

Leonardo di ser Piero da Vinci nacque il 15 aprile 1452 probabilmente ad Anchiano, un piccolo comune in provincia di Firenze. Era moderno già nella composizione della famiglia, lontana dal tradizionale “mamma e papà, fratelli e sorelle”. Leonardo era infatti figlio di una relazione illegittima tra il notaio Piero da Vinci e una donna di bassa estrazione sociale (forse addirittura una schiava mediorientale), Caterina. I due genitori non avrebbero mai vissuto sotto lo stesso tetto, e avrebbero avuto diversi successivi matrimoni. Piero si sarebbe sposato infatti con ben quattro mogli, ma solo le ultime due sarebbero riuscite a dargli dei figli. Leonardo, che crebbe in casa con il padre, si ritrovò perciò con una dozzina di fratellastri e sorellastre molto più giovani di lui: aveva ben quarantasei anni di distanza con l’ultimogenito del padre!

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Autoritratto di Leonardo da Vinci

Se la prima educazione del genio fiorentino fu tenuta in casa e in maniera discontinua (aveva come insegnanti il nonno e il prete), con il trasferimento a Firenze del 1469 poté contare su una solida formazione alla bottega di Andrea del Verrocchio, famoso artista nella cui Accademia si insegnavano pittura, scultura, disegno, architettura, meccanica e altre arti minori. In questo modo Leonardo apprese i rudimenti di tutto il sapere che lo avrebbe reso il genio più poliedrico di sempre.

Nella vita viaggiò moltissimo: nel 1482, dopo l’avvicinamento a Lorenzo il Magnifico. si trasferì a Milano per svolgere ruoli di ambasciatore e diplomatico per conto del grande signore di Firenze. Nel 1499 la metropoli fu occupata dai francesi, e Leonardo non ebbe una dimora fissa per ben dieci anni, viaggiando a Pavia, Mantova, Venezia e tornando occasionalmente a Firenze. Fece poi ritorno a Milano nel 1508, per trasferirsi a Roma nel 1514 e infine a Parigi nel 1517, al servizio del re Francesco I.

Opere a palate

Il numero delle opere di Leonardo è strabiliante. Non solo per la grande quantità, certo, ma anche e soprattutto per la varietà di ambiti in cui l’artista si cimentò, e la qualità incredibile che ogni lavoro sembra possedere. Nella pittura, La vergine delle Rocce, la GiocondaL’ultima cena. Nel disegno, L’uomo vitruvianoCuore e vasi sanguigniCaricature. Nell’architettura, Monumento equestre a Francesco Sforza e i progetti per la cupola del Duomo e il porto-canale di Cesenatico.

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Uno dei tanti progetti del buon Leonardo. Voi cosa dite che sia?

Abbiamo poi migliaia di disegni, schizzi, abbozzi, idee che appartengono al grande artista. Perché il buon Leonardo non era solo uno che costruisce, che fa, ma era anche un grande intellettuale, un teorizzatore. A lui si attribuisce per esempio l’invenzione della paleontologia, per aver diviso le due principale branche della disciplina, cioè lo studio dei resti fossili e l’icnologia. Famoso è il suo interesse per l’anatomia, sia per il disegno dell’uomo vitruviano sia per essere il primo a rappresentare attraverso figure (e non spiegazioni scritte) l’interno del corpo umano. Progettò opere civili, monumentali, idrauliche. Scrisse trattati sulla pittura e sulla musica, ed il suo stile di scrittura viene considerato tra i migliori anche dai suoi contemporanei: chiaro, limpido, energico, privo di ogni retorica.

Leonardo in Assassin’s Creed

Il famosissimo videogame Assassin’s Creed ripercorre (perlomeno nei primi episodi della saga) le memorie degli antenati di Desmond Miles. Tra di essi, il più famoso è senza dubbio il fiorentino Ezio Auditore, protagonista di Assassin’s Creed 2, Assassin’s Creed Brotherhood e Assassin’s Creed Revelations.

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Volto in primo piano di un Ezio Auditore di mezza età. Però siamo più abituati a riconosce il suo cappuccio che la sua faccia (GamesArk)

Il videogioco ha un’ambientazione contemporanea (addirittura futuristica) per quanto riguarda le sezioni dedicate a Desmond. Ma quando si entra nei panni di Ezio, la trama assume una configurazione squisitamente storica. In AC Brotherhood, l’assassino fiorentino si trova a dover lottare contro la tirannia romana di Cesare Borgia, che opprime il suo popolo con il pungo di ferro, e così facendo manda in rovina la città. Il tiranno ha anche piegato al suo volere il grande Leonardo da Vinci, obbligandolo a progettare per lui macchine belliche. Per potersi riscattare, l’artista fiorentino costruisce nuove armi per Ezio, affidandogli la missione di distruggere tutte quelle da lui precedentemente create, in maniera da sottrarle al possesso di Cesare Borgia!

Le macchine belliche

  • La mitragliatrice: il suo nome ufficiale, all’epoca, era in realtà organo. La quantità delle canne che sparano a ripetizione ricorda infatti la forma di questo strumento musicale, ma hanno avuto molto meno successo. Le cosiddette mitragliatrici, infatti, erano lente nella ricarica (ogni bocca sparava un solo proiettile per volta) e molto pesanti, impossibili cioè da utilizzare se non montate sui bastioni delle mura. Anche nello stesso Assassin’s Creed, la macchina bellica spara circa un colpo al secondo (rateo ben lontano dalle mitragliatrici odierne) ed Ezio la utilizza solamente montata su di un carro!

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    La riproduzione di un “organo” di Leonardo (weapons of war)
  • Il carro armato: Leonardo lo chiama carro coperto, una sorta di involucro di ferro e legno a forma di testuggine. Era stato progettato per essere manovrato da tre o quattro persone, e constava di almeno otto cannoni, una corazza che lo circondava e una torretta che consentiva di controllare i dintorni senza bisogno di uscire dal mezzo. Leonardo disegnò il progetto, ma non fu mai in grado di costruirlo veramente. Solo i giocatori di Assassin’s Creed, attraverso la figura di Ezio, hanno potuto gustare tutta la sua potenza di fuoco!

    Il progetto originale del carro armato di Leonardo (Alamy)
  • La bombarda: si tratta in realtà dell’adattamento della più famosa macchina volante. Questo era uno dei progetti più innovativi e intrisi di fantasia di Leonardo, che, difatti, non riuscì mai a costruirne una che funzionasse effettivamente. La possiamo però utilizzare nel videogioco nella sua versione di bombarda, che consiste nell’installazione di un piccolo e leggero cannone sulla sommità della macchina volante.

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    Ezio si prepara al lancio, sperando di non schiantarsi. Ci vuole fiducia in Leo (google immagini)

Il genio … usato bene!

Sono ancora molte le invenzioni di Leonardo, tante che il nostro elenco non finirebbe più: la tuta da palombaro, il paracadute, la muta subacquea, e altre ancora. Certo, se la missione di Ezio fosse stata distruggere ogni singolo progetto di Leonardo … il gioco sarebbe durato un bel po’ di ore in più!

Al di là della finzione videoludica, però, Assassin’s Creed ci mostra qualcosa di importantissimo: se si hanno dei talenti (e Leonardo ne aveva a bizzeffe), meglio non metterli in atto per qualcuno che li utilizzerà male, come il nostro Cesare Borgia. Molto, molto meglio mettersi al servizio di una buona causa, come quella del nostro Ezio. Sì, certo, una causa che comprende innumerevoli assassinii. Ma che ci dobbiamo fare, sono pur sempre a fin di bene, no?

Isaia Boscato

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