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Ecco quali sono le frasi di Oscar Wilde che citiamo a sproposito

Ecco quali sono le frasi di Oscar Wilde che citiamo a sproposito

Oscar Wilde è uno degli autori più amati, soprattutto dal web. Continuamente viene citato, ma davvero le sue frasi sono comprese?

Oscar Wilde è un autore irlandese, conosciuto per il suo romanzo Il ritratto di Dorian Gray, ma anche per le sue opere teatrali. Wilde era un dandy ironico e acuto, che con brillante acume ha demistificato la società inglese. Per questo e per la sua omosessualità ebbe diversi guai, fu anche processato e arrestato. Oltre che per le vicende personali difficili, Wilde è molto conosciuto per i suoi paradossi e aforismi. Ecco quali sono quelli che fraintendiamo di più.

1. Le donne sono fatte per essere amate, non per essere comprese

Questa frase viene posta in didascalia sotto diversi post su Instagram e i social in genere. Tuttavia, pochi sanno da dove sia tratta. Che cosa significa davvero? Oscar Wilde la inserì nella sua commedia “Il marito ideale”, in un dialogo durante il quale si dibatte di psicologia. L’aforisma estrapolato così lascia pensare ad una frase romantica, eppure non riguarda un sentimento d’amore. Il significato è infatti che analizzare psicologicamente qualcuno sia inutile, ma bisogna spontaneamente amarlo. Si attribuisce alle donne per affermare che siano irrazionali, non per invitare ad amarle “senza farsi domande”.

2. Tutta l’arte è completamente inutile

Questa citazione è tratta dalla Prefazione a Il ritratto di Dorian Gray, unico romanzo di Oscar Wilde. La scrisse lui stesso. Molti la interpretano erroneamente come voler affermare che l’arte sia inutile nel senso di senza alcun senso. Spesso ha trovato spazio in dibattiti circa il lavoro dei professionisti dello spettacolo, per sostenere tesi non poco illuminate. In realtà rappresenta l’emblema dell’Estetismo, l’idea cioè che l’arte non debba avere scopi se non se stessa.

3. Sì la forma è tutto, è il segreto della vita

Questa massima è una citazione da “Il critico come artista”, dialogo di Oscar Wilde su modello platonico. Pensare che venga presa e usata per i nostri selfie sul web dovrebbe renderci un po’ tristi, in quanto riguarda una questione filosofica assai importante. Oscar Wilde in quel dialogo si pone domande sulla critica e sullo statuto dell’arte. In tal senso, sarebbe sbagliato interpretare il concetto di “forma” come se fosse mera forma “esteriore”. Quando l’autore ci parla di forma si riferisce ad una cura del fuori che corrisponda inevitabilmente ad un’armonia ed equilibrio in tutto, anche all’interno. Su questo si basa l’ideale dell’Estetismo che egli propugna.

4. O si è un’opera d’arte o la si indossa

Questa frase ricorre nello stesso fraintendimento della precedente. Infatti, appare un elogio superficiale della moda. Oscar Wilde al contrario non solo disprezzava la moda, ma sicuramente non voleva farne parte. L’idea di fare della propria vita un’opera d’arte, che ritroviamo anche nel nostrano Gabriele D’Annunzio, consiste proprio nella corrispondenza – a cui ci riferivamo prima – tra la cura dell’esterno (che Wilde in qualità di Dandy elaborava sempre con impeccabili abiti) e quella della propria intelligenza e cultura. Così, non ha senso usare questa frase quando siamo semplicemente ben vestiti per il Sabato sera o, se lo facciamo, è bene sapere che è molto più profonda.

 

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