Diario letterario da Coronavirus: quali libri leggere in quarantena? Giorno 2

Incombe la quarantena, stare a casa per molti è una tortura. Porsi come obiettivo una serie di letture può essere un buon modo di sfuggire alla realtà. E quale scelta migliore dei classici? 

Da quando è iniziata questa quarantena, gli artisti su Instagram continuano imperterriti a fare continuamente dirette e i social sono pieni di screen di videochiamate. Abbiamo già visto quanto possa essere utile riempire questo tempo non solo coi Social, ma anche con la lettura. E se scegliere un libro è difficile, esiste una categoria con cui è davvero impossibile sbagliare: i classici.

Riscoprire i classici “scolastici”

Nello spirito del patriottismo, non si può non consigliare tra i classici la Commedia di Dante Alighieri. È vero, non è esattamente la lettura più accessibile del mondo, ma la sua grande fama ti permette di scegliere la versione che più ti aggrada, con l’analisi che preferisci. Esiste anche una versione illustrata recente, con splendidi disegni e una versione in italiano contemporaneo del testo originale. Non dobbiamo pensare alla Divina Commedia come un polveroso mattone scolastico, ma come un’avventura, un viaggio, con alla base una cultura sicuramente distante dalla nostra, ma con mille sorprese. Oltre alla bellezza delle parole, possiamo farci folgorare dai vari personaggi, come in una meravigliosa e moderna saga. È il caso di recuperare le letture fatte alle superiori, per poterle rivalutare lontane dall’ansia da prestazione.

I romanzi italiani del ‘900

Naturalmente, una lettura in versi non è sempre l’ideale e non rispecchia sempre i gusti, per questo, fortunatamente, nella nostra storia letteraria esistono anche grandi romanzi il caso di spostarci più avanti e andare sui classici del ‘900, soprattutto su quelli italiani, ad esempio quelli neorealisti. Se vogliamo immergerci nel ricordo, nella nostalgia e nell’introspezione, La luna e i falò di Cesare Pavese fa al caso nostro. Se preferiamo una lettura più veloce, dinamica, che ti prende e non puoi lasciarla andare più, Alberto Moravia e Italo Calvino fanno al caso tuo. Sono due autori che hanno scritto moltissimo, pertanto non è facile scegliere il migliore “tra i figli”. Di Moravia è sicuramente Gli indifferenti il lavoro più conosciuto e sicuramente merita di essere letto per la splendida caratterizzazione dei personaggi e l’analisi sociale che fa della borghesia. Nonostante siano passati anni, Moravia come anche Calvino, ad esempio con Il visconte dimezzato possono dipingere la nostra realtà e aiutarci a comprenderla. Del ‘900 non si può dimenticare il meraviglioso premio Nobel siciliano Luigi Pirandello, di cui se non vogliamo leggere Uno nessuno e centomila perché magari troppo psicologico, possiamo accostarci alle novelle o a Il fu Mattia Pascal. Romanzo spesso consigliato come illuminante parabola sociale, che non smette di sorprendere.

I grandi romanzi stranieri

Se non vogliamo rimanere in patria, perché è giusto scoprire e conoscere anche i classici stranieri, è giusto approfondire Alexandre Dumas, padre e figlio. Al padre appartengono romanzi come Il conte di Montecristo, molto lungo, ma non per questo non meritevole. Una parabola emozionante sulla vendetta, con una scrittura speciale. Invece per un’anima romantica il figlio e la sua Signora delle camelie possono essere una lettura splendida. In realtà è più che una storia d’amore, ma è un’intensa ed emozionante vicenda che coinvolge e stupisce in continuazione. Al punto che, come sappiamo, con La traviata Giuseppe Verdi ha deciso di riprenderne la trama.

Una letteratura impegnativa, ma proprio per questo necessaria, è quella russa. Per chi non fosse avvezzo al genere, è bene non cominciare con i grandi romanzi anche molto lunghi. Di Dostoevskij esistono romanzi brevi che sono ugualmente capolavori. Ad esempio il celeberrimo Le notti bianche, in cui sogno e realtà di uniscono in una illusione di una apparente storia d’amore, oppure ancora Il sosia, che se siamo affezionati al tema del doppio e dell’alter ego (di cui trovate un approfondimento qui: https://www.ilsuperuovo.it/abbiamo-tutti-unidentita-segreta-che-non-conosciamo-gli-alter-ego-nella-letteratura-e-negli-anime/) può essere una lettura piena di tensione e proprio per questo ipnotica. Finalmente si può arrivare a leggere qualcosa di più forte, come il capolavoro Delitto e Castigo, ma anche Anna Karenina di Tolstoj. Entrambi i romanzi sono classici del genere psicologico russo, che ci pongono di fronte a personaggi disperati, ma forti ed affascinanti.

Anche la letteratura inglese può regalarci forti emozioni e a questo punto è bene consigliare Oscar Wilde, con la sua produzione di prosa con racconti e l’unico romanzo Il ritratto di Dorian Gray, parabola sul doppio e sulle nostre maschere. Oppure, tornando al ‘900, James Joyce e i suoi racconti Gente di Dublino, di cui riporto un passo tratto dall’ultimo racconto della raccolta.

La neve cadeva su ogni punto dell’oscura pianura centrale, sulle colline senza alberi, cadeva lenta sulla palude di Allen e, più a ovest, sulle onde scure e tumultuose dello Shannon. Cadeva anche sopra ogni punto del solitario cimitero sulla collina dove era sepolto Michael Furey. Si ammucchiava fitta sulle croci contorte e sulle lapidi, sulle punte del cancelletto, sui roveti spogli. La sua anima si dissolse lentamente nel sonno, mentre ascoltava la neve cadere lieve su tutto l’universo, come la discesa della loro ultima fine, su tutti i vivi e su tutti i morti.
– James Joyce (Gente di Dublino, I morti)

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