Dai banchetti ai gay pride: storia di un’omosessualità antica diventata moderna

Storia di un’omosessualità che è sempre stata.

L’omosessualità sembra essere ancora per molti un taboo, nonostante ormai vi siano persino delle leggi che consolidano un’unione civile fra persone dello stesso sesso. Il fatto che ancora nel 2019 molti intendano l’omosessualità come una malattia da debellare, risulta essere il segno evidente che forse nella mente delle persone che popolano la società occidentale questo concetto non è ancora molto chiaro. Dagli attacchi verbali, fino a quelli fisici, ormai sembra che la mentalità sociale stia persino devolvendo verso un stadio “antico” in cui la tolleranza e l’accettazione dell’altro non è più una base per la costruzione del futuro. Ma si può davvero considerare antico la mancata accettazione dell’omosessualità?

L’omosessualità nell’antichità: un rito di ordinaria amministrazione

In realtà no. Per quanto la mente umana sia portata ad legare il concetto di antico o vecchio a quello di superato, la storia sembra venire incontro ancora una volta al fine di negare quella che può essere per molti un’associazione scontata. Guardando, infatti, al mondo greco e romano, l’omosessualità era vista come qualcosa di assolutamente normale: anzi, a dire il vero, quasi non vi era una distinzione fra omosessuale ed eterosessuale, tant’è che il famoso filosofo Plutarco ebbe modo di dire che “colui che ama la bellezza umana sarà favorevolmente disposto sia verso quella maschile sia verso quella femminile“. Anche guardando alla mitologia, non era raro ritrovare nella letteratura mitologica il caso di rapporti sessuali fra persone dello stesso sesso. Ovviamente questo sia nell’ambito dell’omosessualità maschile che femminile: Saffo, famosa poetessa greca, d’altra parte, sull’isola di Lesbo dedicò gran parte dei suoi componimenti alle donne amate. Guardando all’orbita romana, la situazione sembra essere pressoché la stessa: certo, alcune pratiche sessuali erano ritenute indecorose, ma come nel mondo greco, non era raro che alla fine di un banchetto entrassero dei giovani uomini con cui molto spesso gli ospiti si intrattenevano.

Medioevo e Controriforma: dall’oscurità ad oggi

Ma allora che cosa è successo? Perché è cambiata così tanto la concezione della sessualità umana, tanto da vedere gli omosessuali come dei “malati”? Il lungo millennio del Medioevo ha spento la concezione sessuale “libera” degli antichi, cosa ulteriormente aggravata nel cinquantennio oscuro della Controriforma. La forma più libera di espressione per tutte quelle persone che vogliono essere accettati come omosessuali è dunque il gay pride: una festa, un momento di amore, in cui tutti possono manifestare liberamente la loro passione, senza timori, ripercussioni e diffamazione. Perché l’amore, se è vero e libero, non deve mai essere ostacolato. La storia ci insegna, d’altra parte, che anche la culla della nostra cultura considerava assolutamente naturale l’omosessualità. Ma noi, dunque, nel 2019, quando capiremo che non ci sia davvero nulla di male?

Andrea Sturmigh

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