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Cosa significa desiderare un “viaggio nell’ignoto”? Ci rispondono la Disney e la letteratura

Cosa significa desiderare un “viaggio nell’ignoto”? Ci rispondono la Disney e la letteratura

La curiositas è una qualità costitutiva dell’essere umano, che ha sempre voluto andare oltre i suoi limiti alla scoperta dell’ignoto. La letteratura, da Dante fino a James Joyce ha trattato questo topos e anche la Disney con Frozen 2 lo ha analizzato.

Un anno fa usciva nelle sale il seguito di Frozen, grande successo Disney che ha ricevuto apprezzamenti soprattutto per le canzoni. Vero e proprio musical d’animazione, trae liberamente ispirazione dalla fiaba “La regina delle nevi” di Hans Christian Andersen, che nel sequel viene anche esplicitamente citato. Una delle canzoni più apprezzate da Frozen 2 è senza dubbio “Nell’ignoto”, in originale “Into the unknown”. Il viaggio dell’ignoto a cui si riferisce il brano, tanto ci ricorda circa quella curiositas e quella scoperta dell’ignoto topos letterario da sempre.

Il folle volo di Ulisse

Curioso che Elsa ci canti proprio “Se tu sirena chiami”, quando sappiamo che le sirene furono una delle avventure vissute dal grande eroe omerico Ulisse. Questa figura non ha bisogno di presentazioni. Personaggio fortunatissimo che viene ad oggi ancora ripreso come modello in canzoni, opere letterarie ed artistiche. Tra le peculiarità di questo eroe, oltre all’eccezionale astuzia, vi è la voglia di scoprire. Anche se è vero che Ulisse è lontano dalla sua patria e che intraprende un nostos per baciare di nuovo la sua Itaca, nel corso del suo lungo viaggio mostra di voler andare oltre le cose umane, oltre l’ignoto. Dante nel XXVI Canto dell’Inferno incontra Ulisse e Diomede. Mette in risalto quel che il sommo poeta stesso definisce il folle volo dell’eroe che va oltre i limiti concessi all’uomo e vuole scoprire di più, spingendo anche i compagni alla conoscenza. Pronuncia la famosa frase:

Fatti non foste a viver come bruti

Ma per seguir virtute e canoscenza.

Non resistere al richiamo

Nell’ignoto è una canzone che mostra la ricerca di Elsa di verità circa le sue origini e non solo. Malgrado cerchi di resistere ad una voce che la chiama, la protagonista non può farlo poiché deve sapere, deve conoscere, andare oltre i pericoli per sapere la verità. Scoprire quello che non so è il ritornello di una canzone che appare in una scena anche a livello visivo piena di bellezza e meraviglia. In generale tuta la caratterizzazione di Elsa in questo film è improntata sull’idea di scoperta e di richiamo di qualcosa, ma anche di apparizione improvvisa. Quasi un personaggio distratto, che non ha più le priorità di prima se non quelle della scoperta di sé. Appare continuamente di fronte a lei qualcosa da decifrare ed a cui inevitabilmente deve accedere. Fino alla fine in realtà rimane un alone di mistero nell’avventura di Elsa ed il mistero è proprio la meraviglia della natura che ha intorno. L’andare oltre i limiti della conoscenza imposta è comunque un topos anche nella Disney stessa: la Sirenetta vuole scoprire il mondo degli uomini, nel sequel la figlia deve andare letteralmente oltre un muro per conoscere il mondo dell’oceano che la attira, l’intero Il Pianeta del Tesoro si basa su una ricerca di risposte, ecc.

L’Epiphany di James Joyce

Questa apparizione improvvisa che è solo uno sprazzo di conoscenza, James Joyce la chiamò Epiphany. Questo termina deriva dal greco ἐπιϕάνεια ovvero manifestazione. Indicava in antichità proprio la manifestazione di un dio attraverso segni soprattutto della natura. Tale mitologia ha grande spazio nel lungometraggio Disney, dove elementi naturali e mitologici si fondono con grandi effetti speciali. Joyce usava questa tecnica narrativa per indicare un rivelazione che coglie alla sprovvista i personaggi e che non è materiale, come la scoperta di un luogo, bensì spirituale. In tal senso, ci indirizza verso quell’ignoto così tanto ricercato dall’uomo e filosoficamente lo pone di fronte anche ai suoi limiti e debolezze. Altro brano di Frozen 2 è infatti Mostrati, una richiesta che Elsa fa a ciò che vede ma che ancora non conosce, in balia di una natura che sa più di lei ma di cui vedrà fa parte. In questa ricerca non si aspetta minimamente ciò che vedrà né pretende di capirlo totalmente  La sua è un Epiphany sicuramente diversa, ma che comunque ci mostra la fragilità di cosa significa essere umani. Malgrado si tratti di un cartone animato e di una regina delle nevi colorata e particolare, la realtà rimane sempre la stessa: scoprire ciò che non sappiamo ci sconvolge, ma ci dà la vita allo stesso tempo.

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