Corporate Psychopath Theory: quando la psicopatia aziendale diventa la strada maestra per il successo

La “Teoria dello psicopatico aziendale” cerca di spiegare i crimini e le attività di dubbia moralità all’interno del capitalismo finanziario.

“Il denaro è l’ossigeno del capitalismo e io voglio respirare più di ogni altro uomo vivo”, ulula il “lupo di Wall Street”, Jordan Belfort. Condannato per riciclaggio di denaro e truffa, Belfort è materiale di interesse per alcuni criminologi.
Vediamo perchè.

Che cos’è la psicopatia?

Per poter analizzare il ruolo della psicopatia nel mondo della finanza, è necessario specificare di cosa si tratta. Molto spesso viene confusa con il concetto generale di “pazzia” o erroneamente attribuita alla figura del serial killer. Ma no, signori: lo psicopatico raramente uccide e non è affatto incapace di intendere e di volere.
La psicopatia non è un disturbo mentale. Non fate quella faccia sorpresa, mi spiego meglio. La psicopatia è un costrutto teorico che comprende una serie di tratti tipici, riscontrati in alcuni soggetti. Questi tratti sono:

  • mancanza di empatia
  • incapacità di processare le emozioni umane e le regole morali
  • assenza di senso di colpa
  • visione dell’altro come semplice mezzo per raggiungere i propri scopi
  • comportamenti manipolatori

Tratti psicopatici possono essere presenti in alcuni disturbi di personalità, ad esempio nel disturbo antisociale, ma la psicopatia non costitusce di per sè un disturbo mentale.

La “Teoria dello psicopatico aziendale”

Se il cinema ha contribuito a proiettare la figura dello psicopatico su personaggi come Hannibal Lecter o Dexter, sappiate che, nella vita reale, è più probabile che ne incontriate uno a Wall Street.
L’incidenza di tratti psicopatici nella popolazione normale va dallo 0,6% al 4%. Tuttavia, Hare e Babiak hanno scoperto che la maggior parte delle persone che si trovano ai vertici di grandi aziende mostra tratti tipici della psicopatia. Secondo uno studio sul management in più di 200 aziende, condotto dall’australiana Bond University e la San Diego University, il 21% dei top manager presenta livelli significativi di tali tratti. A Wall Street, una persona su dieci è psicopatica. Li chiamano “successful psychopath”, sono in continuo aumento e hanno queste caratteristiche:

  • grandissima opinione di sè
  • assenza di empatia e rimorso
  • usano tattiche poco etiche
  • hanno un effetto tossico sul team, mettendo i collaboratori gli uni contro gli altri
  • condividono falsi segreti per conquistare la fiducia delle persone
  • occasionalmente possono esibire, con il tono di voce o il linguaggio del corpo, una reazione emotiva che in realtà non stanno provando (e che infatti risulta falsa)
  • chiunque, se resta in sua compagnia per un breve lasso di tempo, può restarne affascinato e ingannato

Perchè comandano i lupi?

Secondo la Corporate Psychopath Theory, la società capitalistica è strutturata in modo tale da favorire la scalata sociale delle personalità psicopatiche. Riflettiamoci un attimo. Il mondo del lavoro è diventato altamente competitivo, richiede capacità di effettuare scelte in breve tempo atte a massimizzare i benefici e minimizzare i costi. Molto spesso i manager aziendali devono effettuare tagli al personale e usare anche mezzi di dubbia moralità per assicurare il profitto dell’azienda. Insomma, un ambiente ottimale per lo psicopatico.
Il capitalismo finanziario e gli psicopatici hanno una cosa fondamentale in comune: vedono le persone come un mezzo per raggiungere i propri obiettivi. Secondo lo studioso di management Clive Boddy, le corporation moderne sono mutevoli e caotiche e tendono ad assumere tenendo poco conto dei tratti di personalità delle persone. Quello che conta, è quanto hanno prodotto secondo il proprio curriculum. Fino a poco tempo fa si parlava di “crimini dei colletti bianchi”, oggi si parla di “crimini di governo” e “di alta finanza”. Il problema è che tali crimini sono difficili da scovare perchè viaggiano sul filo della legalità. Lo sa bene Jordan Belfort che, dopo aver truffato gente per oltre 100 milioni di dollari e aver trascorso la bellezza di 22 mesi in carcere, adesso fa il consulente e il motivatore finanziario.
Chissà se, oltre ad insegnare ai futuri lupi come vendere una penna, saprà anche mostrargli come cancellarne le tracce dalla coscienza e farla franca.

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