Il Superuovo

Conosciamo le 5 correnti filosofiche che hanno fatto la storia della filosofia

Conosciamo le 5 correnti filosofiche che hanno fatto la storia della filosofia

Molti hanno studiato filosofia dal terzo liceo in poi ma non tutti l’hanno apprezzata a fondo. Quali sono le correnti del pensiero che dovresti conoscere? 

La storia della filosofia è molto vasta e spazia per molti ambiti. Le tematiche affrontate dai filosofi sono le più svariate come la teoria alla base della conoscenza, la metafisica, l’etica e molte altre. Nel corso della storia si sono succedute moltissime correnti di pensiero che, nella maggior parte dei casi, criticavano le correnti precedenti modificandole o stravolgendole totalmente. Andiamo a scoprire quali sono le correnti che, anche se non sei un filosofo, dovresti conoscere per non brancolare nel buio.

1.Platone e il platonismo

Sicuramente l’allievo più famoso di Socrate, nonché maestro di Aristotele, ha posto lo basi del pensiero filosofico occidentale. L’indagine platonica trova le sue fondamenta nella branca della gnoseologia ( la dottrina filosofica relativa al problema della conoscenza) infatti Platone, in contrasto con gli eristi, ci descrive un oggetto della ricerca dell’uomo quasi dimenticato. Il fine della ricerca umana è già intrinseca in noi quindi dobbiamo solo ritrovarla, in qualche modo, ricordarla. Platone trae questa conclusione dalla credenza religiosa della metempsicosi, per cui quando un corpo muore, l’anima trasmigra in un altro. Unisce questo mito con la supposizione che le idee siano incorruttibili, ingenerate, eterne e immutabili dando vita ad un mondo delle idee (iperuranio) separato dal mondo delle cose sensibili. Il sapere si raggiunge tramite 4 passaggi di conoscenza: 1 L’immaginazione, dominio delle ombre e delle superstizioni,  2 Gli oggetti sensibili, che danno origine alle false credenze, 3 Le verità geometriche e matematiche, proprie della ragione discorsiva , 4 Le idee intelligibili, raggiungibili solo per via speculativa e intuitiva

2.Epicuro e l’epicureismo

Epicuro riprende la teoria degli atomi (Democrito) traendone conclusioni di tipo etico capaci di liberare l’uomo da alcune delle sue paure primordiali, come quella della morte. Ritiene che il criterio della verità sia la conoscenza sensibile, ovvero solo i sensi sono veri e infallibili, insieme all’esperienza. Per gli epicureisti la filosofia ha uno scopo pratico nella vita degli uomini; essa è uno strumento il cui fine è la felicità:” È vano il discorso di quel filosofo che non curi qualche male dell’animo umano. (Epicuro)”. Secondo questa corrente la filosofia avrebbe quattro fini specifici e chiari:

  • Liberare gli uomini dal timore degli dèi che non si curano delle faccende degli uomini perché sono esseri imperfetti-
  • Liberare gli uomini dal timore della morte:” quando ci siamo noi, non c’è la morte, quando c’è la morte non ci siamo noi”, perciò la morte non è mai un’esperienza umana.
  • Dimostrare il facile accesso al piacere, quindi la facile raggiungibilità del piacere, che, se stabile, coincide con la felicità.
  • Dimostrare la provvisorietà e la brevità del dolore. Epicuro divide il dolore in due tipi: quello sordo, con cui si convive, e quello acuto, che passa in fretta. Se invece il dolore è grave, si ritorna al problema della morte; se non lo è, è effimero.

3.Lo stoicismo

Corrente filosofica molto importante soprattutto per la modalità d’indagine e di ricerca. Gli stoici nel loro modus operandi applicano una forma alla ricerca che è molto particolare. Questo tipo d’indagine è diviso in tre branche fondamentali: La logica, la fisica e l’etica. questi tre ambiti filosofici vengono rappresentati dall’immagine dell’uovo in cui la logica è il guscio, la fisica l’albume e l’etica il tuorlo. Vediamo che appunto la logica è fondamentale in quanto permette la giusta espressione delle idee nella giusta forma. Nonostante tutto il sistema sia subordinato all’etica, questa si fonda a sua volta su principi che trovano fondamento nella fisica. La fisica stoica deriva dalla concezione eraclitea del fuoco come forza produttiva e ragione ordinatrice del mondo. Infine l’etica stoica si fonda sul principio che l’uomo è partecipe del lógos (logica) e portatore di una “scintilla” di fuoco eterno. L’essere umano è l’unica creatura, fra tutti i viventi, nel quale il Lògos si rispecchia perfettamente: egli è pertanto un microcosmo, una totalità nel quale tutto l’universo è riprodotto.

4.L’idealismo Tedesco

L’idealismo tedesco è una corrente filosofica nata a seguito della svolta kantiana nella teoria della conoscenza. I più celebri esponenti dell’idealismo tedesco sono: Johann  Fichte, Friedrich Schelling e Georg Wilhelm Friedrich Hegel. L’idealismo per essere capito a fondo necessita di ore e ore di studio sui testi degli autori, non sempre così semplici (chi ha letto la fenomenologia dello spirito ve lo potrà certamente confermare) , ma è anche una delle correnti filosofiche più importanti per poter provare a capire la filosofia moderna e contemporanea. Provando a riassumere in poco spazio e con parole semplici ( gli studenti di filosofia me ne diranno di ogni colore) l’idealismo, partiamo dalle nozioni kantiane di fenomeno e noumeno vedendoli non più come i termini opposti di una contraddizione, ma originati dalla stessa attività unificatrice del soggetto. Hegel si autoconsidera l’ultimo degli idealisti tedeschi in quanto Fichte rappresenterebbe l’idealismo soggettivo, Schelling l’idealismo oggettivo, e quindi Hegel l’idealismo assoluto. L’idealismo hegeliano abbandona la logica di non contraddizione, tipicamente aristotelica, in favore di una logica cosiddetta sostanziale, in cui quel famoso “l’essere è e non può non essere” di stampo parmenideo, viene negato poiché viene fatto coincidere passando nel divenire.

5.Il superomismo di Nietzsche

Nietzsche è l’autore considerato come “il giro di boa” del pensiero occidentale. Nonostante servirebbero ore di lezione e un’approfondita lettura dei suoi testi, che come direbbe lo stesso Nietzsche vanno “ruminati”, proveremo a dare una veloce spiegazione di cos’è l’Übermensch e qual è la dottrina legata a questo termine. Il termine “superuomo” rappresenta la traduzione originale che fu data all’espressione Übermensch; tuttavia è rilevante l’interpretazione successiva di Gianni Vattimo, il quale afferma che la traduzione “oltreuomo”, secondo lui più letterale, risulta più appropriata e rispecchia meglio l’ideale perseguito da Nietzsche. Il superuomo abbandona le ipocrisie dei moralisti e afferma se stesso, ponendo di fronte alla morale comune i propri valori. Egli identifica il ritorno al mondo del pensiero dionisiaco, guidato dalle passioni. Nietzsche è convinto dell’esistenza di un’unica vita terrena, legata alla corporeità fisica; l’uomo è dunque solo corpo e deve lasciarsi guidare dalle proprie pulsioni, lacerando così il “Velo di Maya” introdotto da Schopenhauer. Il superuomo è visto come il grado più alto dell’evoluzione, ed esercita il diritto dettatogli dalla forza e dalla superiorità sugli altri. Questo diritto gli si presenta tuttavia anche come dovere di contrapporsi all’ipocrisia della massa e va contro la stessa tradizionale etica del dovere. Il superuomo contrappone al “Tu devi!” kantiano il nietzschiano “Io voglio!”. Al concetto di Oltreuomo va accompagnato quello di “volontà di potenza” e di “eterno ritorno dell’uguale” oltre a molti altri che spieghino al meglio le teorie del filosofo tedesco. Con l’augurio che questa lista possa aver sollecitato la vostra curiosità spingendo chi non masticava filosofia a farne una bella scorpacciata. La filosofia parla di tutti noi, da prima che nascessimo a dopo che moriremo, forse in quest’ottica potrà risultare interessante anche a chi aveva un pessimo e noiosissimo professore.

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