Il Superuovo

Andy Warhol: un nome, una canzone. Ecco come l’artista influenzò David Bowie

Andy Warhol: un nome, una canzone. Ecco come l’artista influenzò David Bowie

Andy Warhol è stato uno degli artisti più influenti del XX secolo, non a caso è stato preso come modello d’ispirazione proprio da David Bowie , un artista poliedrico che con le sue numerose identità ha stravolto il panorama musicale, riuscendo a celebrare la diversità.

David Robert Jones (Londra, 8 gennaio 1947- New York, 10 gennaio 2016), in arte David Bowie, è stato pioniere di cambiamenti ideologici e sociali contro una società che contrastava l’omosessualità e qualsiasi altra forma di classificazione sociale.

Perché Andy Warhol?

David Bowie provava decisamente una grande ammirazione per l’icona della Pop Art, Andy Warhol, tanto da comporre una canzone per onorarlo che porta il nome stesso dell’artista. La canzone è stata pubblicata all’interno dell’album Hunky Dory nel 1971. All’epoca dell’ideazione del singolo il cantante non aveva avuto, sino ad allora, l’occasione di incontrare l’artista americano. Nel settembre del 1971, pochi mesi prima dell’uscita dell’album, avviene l’incontro tanto atteso. Bowie si presenta alla Factory di Warhol con pantaloni stile Oxford e Mary Janes con un calzino rosso ed uno blu, a detta dello scrittore Glenn O’Brien. L’artista non apprezza il pezzo tanto che dopo l’ascolto  balbetta qualche parola, si alza ed esce dalla stanza, come riferisce Bowie. Successivamente un collaboratore dell’artista rende partecipe il cantante della triste notizia. Quest’ultimo riesce ,in un secondo momento, ad avere un confronto con Warhol e l’artista americano rimane affascinato dalle sue scarpe. Non è un caso che Andy si sofferma proprio sulle scarpe di Bowie , difatti l’artista è stato anche un disegnatore di scarpe.

Di cosa tratta la canzone?

Il brano ha come fine quello di elogiare l’artista,infatti sin dal primo verso della canzone Bowie afferma di voler diventare un artista creativo come Warhol che con la sua creatività è riuscito ad ideare nuovi concetti di arte moderna. Nel testo Bowie dichiara di averlo trovato “super” al punto da volerlo appendere al muro nello stesso modo in cui si è soliti appendere un quadro. Inoltre si serve anche di riferimenti ad opere di Warhol stesso che riflettono sul consumismo.

Chi è Andy Warhol?

Andy Warhol ( Pittsburgh 1928 – New York 1987) all’anagrafe Andrew Warhola , è stato un pittore, scultore,grafico e regista statunitense. Figlio di immigrati slovacchi,una volta conclusi gli studi al Carnagie Institute of technology, nel 1949, si trasferisce a New York. Inizialmente la sua vita a New York appare modesta, infatti racconta che in tutte le case in cui aveva abitato vi era la presenza costante di scarafaggi, tanto che durante un colloquio per un’ importante casa editrice, Warhol aprendo  la cartella con i suoi lavori trova all’interno uno scarafaggio.Inizialmente esordisce come pubblicitario per riviste del calibro di Vogue, Glamour e New Yorker, in seguito edifica la Factory: un centro di produzione artistica e punto di ritrovo di artisti dove Andy insegnava ai propri allievi cosa dovevano e potevano fare.

Warhol e la Pop Art

Andy Warhol è probabilmente uno degli artisti più conosciuti della Pop art, un movimento artistico che si sviluppa tra il 1950 ed il 1960. Il termine Pop art sta ad indicare un’arte di massa, ossia prodotta in serie poiché la massa non ha un preciso volto, l’arte che la esprime deve essere il più possibile anonima, così da essere facilmente compresa da un numero maggiore di individui. In un mondo basato sul consumismo , questo movimento si sofferma sulla rappresentazione del mondo esterno ritraendo   gli stimoli visivi che circondano l’uomo contemporaneo. L’intervento artistico avviene con la manipolazione dei soggetti stessi, che possono essere dilatati, ripetuti ed alterati in vario modo grazie all’evoluzione di tecniche fotografiche e tipografiche. Una delle tecniche maggiormente utilizzate è la serigrafia: consiste nella scelta di un’immagine, successivamente questa viene trasferita su seta mediante una colla e  poi  viene riempita di inchiostro , con questa tecnica è possibile riprodurre copie identiche di un soggetto fino a svuotarlo del suo significato. L’artista non rappresenta la persona o l’oggetto ma l’immagine pubblica che la stampa offre alla società.

 

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