Il Superuovo

A 77 anni dall’eccidio delle fosse Ardeatine scopriamo cosa successe quel 24 marzo 1944

A 77 anni dall’eccidio delle fosse Ardeatine scopriamo cosa successe quel 24 marzo 1944

Nella giornata del 24 Marzo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella rende omaggio alle vittime di quella strage. Ma cosa successe nel lontano 1944? 

Come ogni anno il Presidente della Repubblica torna alle Fosse Ardeatine per rendere omaggio agli innocenti uccisi dalla follia nazista. Rinnovando il dolore dichiara “L’eccidio delle Ardeatine ha costituito una delle pagine più dolorose della storia recente del nostro Paese.”

Cosa portò all’uccisione di 335 persone?

Questo terribile racconto ha luogo nella Roma occupata dai nazisti sul finire della seconda guerra mondiale. In un paese ormai dilaniato dalla guerra la popolazione si ribella alle forze occupanti. Gli italiani sono ormai sfiniti dal conflitto mondiale e dalla dittatura ed alcuni si organizzano in gruppi armati col fine di indebolire tedeschi e fascisti per cercare di liberare il bel paese dalla morsa in cui è stretto da ormai troppo tempo. È il 23 marzo quando il gruppo partigiano dei GAP(Gruppo di azione patriottica formato dal comando generale delle Brigate Garibaldi) fa detonare in Via Rasella un ordigno esplosivo durante il passaggio di una colonna di soldati tedeschi in marcia, dopo l’esplosione vengono lanciate 4 granate con l’intento di uccidere i superstiti. I Soldati tedeschi che perdono la vita quel giorno sono 33 e com’era ovvio questo da immediatamente il via alla ritorsione nazista nei confronti della popolazione.

La rappresaglia nazista e il rastrellamento

La decisione di compiere una rappresaglia per vendicare le vite dei soldati tedeschi viene presa il giorno stesso. Fonti non verificate parlano di un ordine arrivato direttamente da Adolf Hitler che prevedeva di uccidere dai 30 ai 50 italiani per ogni nazista. La sera stessa i tedeschi prendono la decisione definitiva e  scelgono 10 italiani per ogni nazista ucciso. Il 24 marzo entro le ore 14 avevano stilato la lista dei condannati a morte. La lista è variegata, tra prigionieri politici, “noti comunisti”, 75 ebrei, e alcuni civili presi nei pressi di Via Rasella. Ciò che fa riflettere è che inizialmente fu difficile trovare gli esecutori materiali di questa strage. Due ufficiali si rifiutarono per motivi religiosi e perché sostenevano che era la polizia tedesca a dover assumere quella responsabilità.

L’esecuzione materiale

L’eccidio si consuma nel pomeriggio del 24 marzo, più precisamente, alle ore 15.30 iniziano i primi colpi di pistola. La modalità di sterminio è semplice, i condannati vengono portati nelle cave e li vengono chiamati per nome. Dopo che l’ufficiale si assicura di spuntare il nome dalla lista, il condannato si inginocchia e il carnefice gli spara un colpo alla nuca. Così uno dopo l’altro per 335 volte. Questa è una delle pagine più sanguinarie della storia italiana, non solo per la crudeltà ma per la sistematicità dell’omicidio di massa. L’eccidio delle fosse Ardeatine apre molti scenari su cui sarebbe giusto far luce, ma nella giornata di oggi ci limitiamo al ricordo di quelle vittime. È nei giorni come questi che dobbiamo ricordare quando non eravamo uomini ma bestie per non commettere più le stesse atrocità.

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: