1984 nella realtà: le rappresentazioni storiche dell’ideologia fanatica

1984, il romanzo distopico ma non troppo. Il visionario Orwell realizza una trasposizione dell’ideologia totalitaria nel suo famosissimo capolavoro.

 

 

Nel corso della storia abbiamo assistito alla genesi e al declino di migliaia di ideologie e credenze, universali o limitate ad una specifica cultura e area geografica.  Da sempre le ideologie influenzano le nostre azioni e lo scorrere delle nostre vite. Che si parli di ideologie religiose, politiche, culturali o di semplici credenze personali, esse rappresentano un elemento portante nella costruzione di una propria identità. Però spesso l’irrigidimento di alcune credenze può genere conflitti e discriminazioni tra due o più gruppi ideologici, che può sfociare nel tentativo di dominare e sopprimere i “diversi”. Manifesto storico di una critica alla natura delle ideologie totalitarie è sicuramente il romanzo “1984” scritto dal letterato inglese George Orwell.

 

L’ideologia

Concezione dell’ideologia nel tempo

Il termine “Ideologia” fu coniato dal filosofo francese A.-L.-C. Destutt de Tracy nel 1976, nell’opera Mémoire sur la faculté de penser. Egli fu fra gli ideologi più significativi, mettendo al centro della filosofia il problema della conoscenza, intesa come problema dell’origine delle idee e della formazione della mente umana. Karl Marx ha una visione dell’ideologia un po’ differente. Nel suo scritto l’Ideologia tedesca, Marx fa una distinzione fra ideologia generale e ideologie particolari, intese come espressioni eterogenee del sistema di interessi e valori sociali propri di una classe, sia sul piano della forma che storico. Questa visione dell’ideologia è quella che la definisce come una maschera, una facciata per la realtà, una mistificazione utile a giustificare i privilegi e gerarchie non legittimi. Il funzionalista T. Parsons fa una distinzione delle ideologie a seconda della loro funzione.  Ideologie che sono propense a preservare l’ordine sociale dominante, e quelle che lo contestano. Uno dei principali esponenti del dibattito teorico sul marxismo è Althusser, filosofo francese del ‘900. Althusser genera la sua concezione di ideologia dalla visione marxista di Stato, introducendo il concetto di “Apparati ideologici di Stato” con il quale definisce la funzione delle istituzioni come la scuola, la chiesa e la famiglia. Il filosofo afferma che è attraverso l’educazione che l’ideologia delle classi dominanti viene trasmessa e vengono riprodotte all’infinito anche le idee per una formazione sociale capitalistica.

 

Fanatismo Nazista

Fanatismo: espressione massima di un’ideologia

L’identificarsi con una specifica ideologia permette all’essere umano di “salvarsi dal nulla”, dalla propria mancanza e dalla propria vulnerabilità. Trasmette quel senso di appartenenza ad un gruppo che consolida una propria identità sociale. L’adesione ad un’ideologia di gruppo secondo Freud comporta un’adesione segnata da un’ipnosi collettiva, dove ogni individuo è disposto a sacrificare il proprio giudizio critico in cambio della sicurezza offerta dalla fusione con un grande corpo collettivo. Questo meccanismo può progredire a dismisura fino a raggiungere il culmine di una fede ideologica: il fanatismo. La storia è stata il palcoscenico del potere e delle azioni compiute in nome di una determinata ideologia, i cui seguaci erano disposti a sacrificare la loro vita per sostenere la validità delle proprie idee. Il fenomeno del fanatismo è da sempre il nucleo fondante dei reggimi totalitari che hanno tentato o sono riusciti a imporsi durante gli anni. L’ideologia nazista è stata una delle più esplicite manifestazioni di fanatismo ideologico. In esso vediamo il principio cardine che accomuna ogni movimento fanatico: l’esaltazione della propria purezza assoluta che si contrappone all’impurità del diverso. Ulteriore espressione di un’ideologia estrema è rappresentata dal fondamentalismo islamico, che esalta l’ideale fanatico della purezza e trasforma i bambini in vere e proprie armi da guerra, pronti a imporre la propria ideologia. La consacrazione delle loro vite alla causa, espressione del bene assoluto, elimina ogni limite al male che essi possano generare attraverso le proprie azioni, facendolo diventare uno strumento essenziale per la diffusione dell’idea. Compiere il male nel nome del bene. Essi nell’assoggettarsi ad un ideale inflessibile credono di raggiungere la forma più alta di libertà. Fromm e Freud si sono spesso interrogati sul problema della psicologia delle masse nel fascismo e nel fenomeno del fanatismo, ipotizzando che l’euforia fanatica delle masse scongiuri la responsabilità etica di assumersi singolarmente il peso ingombrante della propria libertà. Nel fanatismo il primato dell’idea universale, che domina la singolarità della vita, autorizza la violenza e la diffusione del terrore. Come è successo durante il periodo nazista, e spesso anche ai nostri giorni, ogni figura sociale o antropologica che si discosta da quella che è l’ideologia dominante viene etichettata come l’incarnazione del male assoluto, che necessita di essere estirpata ed eliminata dalla società.

 

1984 G. Orwell

1984 – Il bipensiero di Orwell

George Orwell pubblicò il suo celebre romanzo distopico “1984” nel 1949, pochi anni dopo la conclusione della seconda guerra mondiale, e insieme ad una sua altra grande opera “La fattoria degli animali”, si presenta come una critica al regime stalinista. Nel romanzo, il mondo è diviso in tre macro-nazioni che si contendono la “Terza Guerra Mondiale”. La storia si svolge a Londra che nel romanzo è la capitale dell’Oceania (una delle macro-nazioni assieme all’Eurasia e Estasia), gestita da un regime di stampo socialista che si fonda sugli ideali del Socing. Il potere è gestito da un solo partito, senza nessuna opposizione che possa fungere da rivale ad esso, a cui capo è posto il Grande Fratello (The Big Brother), una figura che nessuno ha mai visto, ma che viene rappresentata da Orwell con alcuni tratti rassomiglianti Stalin e Hitler. Ci sono in oltre quattro ministeri: Ministero dell’Amore che si occupa della sicurezza interna, con la sua psicopolizia che si occupa di convertire all’ideologia del governo chiunque non ne faccia già parte, il Ministero della Pace, che si occupa della guerra, il Ministero dell’Abbondanza che si occupa dell’economia ed in fine, il Ministero della Verità che si occupa della propaganda del partito, attuando una costante modifica alla storia tramite la manipolazione dei libri, notizie e giornali del passato. Uno degli slogan del Ministero della Verità è “Ignorance is strength”, l’ignoranza è forza. Esso sostiene che maggiore è la conoscenza di un individuo, tanto più esso è in preda ai dubbi del pensiero. Tanto meno sarà la conoscenza, quanto più l’individuo sarà libero di agire secondo le idee del Partito. Il Socing basa il controllo delle masse favorendo la diffusione del bipensiero cioè la capacità di combinare gli opposti e farli coesistere allo stesso tempo in cui li si nega, infatti possiamo trovare nel romanzo una costante contraddizione, come gli ossimorici nomi dei Ministeri, ad esempio il Ministero della Pace che si occupa della guerra e quello della Verità che falsifica i fatti del passato, questo a dimostrazione che è possibile affermare i contrari continuamente e liberamente tramite l’utilizzo del bipensiero. Il protagonista del romanzo è Winston Smith, un funzionario di basso rango che lavora al Ministero della Verità, dove modifica foto, libri e testi del passato alterandone la verità. Winston però, sopporta con sofferenza la rigida dottrina del regime e decide di utilizzare un diario per mettere nero su bianco tutte le sue considerazioni critiche verso il Partito, azione molto rischiosa perché evidente manifestazione di libero arbitrio e pensiero. La situazione di Winston cambia quando incontra Julia, una ragazza che lavora anch’essa al Ministero della Verità, anche lei ostile all’ideologia del  Partito. I due, dopo svariate vicende, avranno una relazione molto controversa e pericolosa, perché il Partito non tollera il sesso, allora saranno costretti a vedersi di nascosto. La relazione clandestina fomenta l’avversione ideologica di Winston contro il Socing. Successivamente però i due amanti verranno arrestati, separati brutalmente e torturati. Verranno sottoposti a un brainwashing secondo la logica del bipensiero, che porterà i due ex amanti a tradirsi e a convertirsi pienamente all’ideologia del Partito. Il finale del romanzo evidenzia come un’ideologia totalitaria può modellare pericolosamente il pensiero e annullare ogni espressione libera e critica, addiritura alterando i sentimenti provati nei confronti delle persone amate. Orwell mostra come il bipensiero (ideologia) si suddivide nelle tre fasi: apprendimento, comprensione e accettazione, che conducono ad un completo lavaggio del cervello e alla costruzione di una verità alternativa.

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