La conferenza di Katowice sui cambiamenti climatici

Il 15 dicembre a Katowice si è conclusa la ventiquattresima Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP24), un “summit della terra” che entra in vigore nel 1994 per cercare di raggiungere una possibile stabilizzazione dei gas serra, cercando cosi di prevenire grossi danni climatici. La conferenza delle parti si è impegnata a definire le regole di attuazione dell’accordo di Parigi del 2015 e tentare di porre un freno al cambiamento climatico a livello globale. Tra i punti più importanti c’è la stesura di un “Rule Book”, un sistema di regole che entrerà in vigore nel 2020 atto ad enunciare parametri di riferimento comuni per verificare i progressi di ogni singola nazione sui cambiamenti climatici. Il limite di 2 gradi precedentemente imposto dal COP21 ormai non è più sufficiente: per evitare catastrofi non possiamo permettere alle temperature di salire oltre 1,5 gradi e per questo dobbiamo diminuire del 45% le emissioni di CO2 nell’aria entro il 2030, percentuale che deve salire al 100% entro il 2050.

 

“The Day After Tomorrow”

Sembra uno scenario da incubo, un mondo destinato incommensurabilmente al collasso. Possiamo unicamente rallentare il processo di autodistruzione che ci siamo inflitti e che sta portando, di anno in anno, conseguenze sempre più catastrofiche. Anche se ogni stato si impegnasse al massimo per far fronte ai danni climatici ne subiremmo comunque di ambientali, economici e sociali.

Diversi sono gli scenari catastrofici che menti nel mondo del cinema hanno partorito e che possono qui trovare un riferimento: alcuni esagerate, altri impossibili. Sicuramente tra questi spicca il film “The Day After Tomorrow – l’alba del giorno dopo”, diretto dal regista Ronald Emmerich. La pellicola esibisce una terra prossima alla distruzione, evento causato dal distacco di una porzione di banchisa dall’Antartide causato dal surriscaldamento Globale. Nel mondo incominciano a verificarsi strani eventi atmosferici e i protagonisti stabiliscono l’imminente arrivo di una nuova glaciazione: A New York piogge torrenziali devastano la città e un immane maremoto inonda Manhattan. Los Angeles viene spazzata via da un tornado. In Scozia si manifesta un ciclone al cui interno la temperatura raggiunge i -100 gradi, si verifica cosi l’ennesima glaciazione che porterà i protagonisti e tutti gli abitanti della terra all’estremo.

Tra realtà e finzione

Criticato ed evidenziato da molti scienziati, la pellicola offre una visione altamente esagerata di un possibile futuro della terra, anche se il concetto resta il medesimo: le condizioni climatiche cambieranno. Ciò porterà alla scomparsa degli ecosistemi? Di specie animali e vegetali? Della razza umana? Sembra forse inevitabile. Dopotutto le glaciazioni sono un evento comune e ricorrente nella storia, anche senza il problema del riscaldamento globale. Non c’è consapevolezza o presa di coscienza della situazione, solo disinformazione e disinteresse per un problema tanto sconsiderato quanto grave. Forse in futuro avremo nuove tecnologie o idee, ma vale la pena di pensare ora e adesso al futuro della nostra amata culla. Voi non pensate mai a come potrebbe essere “l’alba del giorno dopo”?

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