Il Superuovo

Perchè il rischio è un piacere?

Perchè il rischio è un piacere?

L’uomo è affascinato dalle emozioni forti. In particolare la paura è la reazione a situazioni di pericolo o rischio. Si tratta di uno stato fisico ma anche psicologico che può condurre a due reazioni: attacco o fuga.

Il meccanismo bio-psico-sociale

La paura nasce come emozione volta a garantire la nostra sopravvivenza. La paura di un animale o di un evento ci hanno permesso di sopravvivere fino ad oggi. Tuttavia spesso è proprio la paura ad attrarci, un’attrazione così intrigante da spingerci a svolgere attività che includono una dose più o meno alta di rischio. Tra queste attività abbiamo ad esempio gli sport estremi, il gioco d’azzardo o la semplice visione di film thriller e horror. Queste passioni coniugano il piacere e la percezione di rischio. In particolare hanno una base psicologica comune, un meccanismo definito bio-psico-sociale che porta a replicare l’esperienza perché eccitante e coinvolgente. Questo meccanismo nello specifico si lega alla percezione di quello che consideriamo rischioso, e quindi pericoloso, ma allo stesso tempo gestibile dalle nostre capacità percepite.

Aspetti psicologici e sociali del rischio

Innanzitutto la percezione di poter, almeno in parte, controllare situazioni potenzialmente rischiose, aumenta il nostro sentimento di autoefficacia. Questo si traduce nella percezioni di noi stessi come decisori della nostra vita e quindi ci porta a sentirci più soddisfatti circa le nostre scelte. Oltre questo aspetto individuale, subentra anche la dimensione sociale. In particolare la presenza di altre persone riduce la percezione del rischio, come se fosse diluito tra i diversi membri del gruppo. La condivisione di esperienze simili, inoltre, aumenta l’identità e il senso di appartenenza al gruppo.

Fisiologia del rischio

Da un punto di vista fisiologico, durante l’esecuzione di attività rischiose e piacevoli, si osserva l’attivazione del circuito dello stress, detto anche risposta lotta o fuggi. Questo circuito implica l’attivazione di aree tra cui la corteccia prefrontale, deputata tra le altre cose alla valutazione delle situazioni, e l’amigdala, una struttura sottocorticale dedicata a gestire e memorizzare le emozioni, soprattutto quelle negative. L’attivazione dell’amigdala produce una cascata di eventi che si concludono poi nel rilascio di adrenalina e cortisolo. Il cortisolo ha tra i principali effetti quello di mettere a disposizione nel breve termine più energia possibile per la risoluzione della situazione problematica. L’adrenalina, invece, è il neurotrasmettitore orientato alla messa in atto di comportamenti attivi per risolvere il problema. La cosa che ci porta ad amare il rischio, però, è che oltre all’adrenalina, viene rilasciato un altro neurotrasmettitore, la dopamina, responsabile della gratificazione e tra le altre cose alla base delle dipendenze.

Adrenalina, cortisolo e dopamina sono le sostanze endogene implicate nell’amore per il rischio. www.google.com
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