Renzi e Grillo firmano un patto trasversale per la scienza, intanto al governo pensano bene di tagliare su istruzione e ricerca. Tutto in un paese con un tasso di analfabetismo funzionale mostruoso e, a livello europeo, con un investimento nettamente inferiore in ricerca

Istruzione e scienza
Grillo, Burioni, e Renzi, tra i primi firmatari del patto trasversale per la scienza

Come ben sappiamo da pochi giorni è stato proposto e firmato (da parte di Grillo e Renzi) il patto trasversale per la scienza. Il testo propone il progresso e il finanziamento delle scienze, della ricerca, dello sviluppo… Un appello alla ragione in un periodo di deliri pseudoscientifici. E non è un caso che Burioni abbia invitato Salvini e Di Maio a firmare a loro volta: la manovra di governo, attualmente, prevede tagli proprio a scuola, istruzione e ricerca.

Il patto per la scienza

“Rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche italiane, affinché sottoscrivano il seguente Patto Trasversale per la Scienza e s’impegnino formalmente a rispettarlo, nel riconoscimento che il progresso della Scienza è un valore universale dell’umanità, che non può essere negato o distorto per fini politici o elettorali”. Questo il paragrafo introduttivo al Patto, consultabile (e sottoscrivibile) alla pagina “MedicalFacts“. Sarebbe qui superfluo ribadire quanto importante sia mantenere il nostro focus su progresso e scientificità. Per approfondire potete leggere qui.

Le polemiche insorte

Ovviamente, un’orda di analfabeti funzionali e di semi-cospirazionisti è insorta per controbattere a questo ‘complotto’, l’ennesimo per garantire di mantenere nascosta la verità e favorire la coercizione vaccinale. Da un lato una truppa di pentastellati è insorta contro Beppe Grillo, che si è trovato accusato di essere un traditore della causa no-vax, ricoperto di insulti. Il comico ha risposto sostenendo che:”Trovare stupefacente che io abbia sottoscritto questo patto richiede una mentalità pari a quella dei terrapiattisti“. Segue subito un chiarimento della sua posizione: lui non condivide l’obbligatorietà dei vaccini, non i vaccini di per sé.

Di maio, vaccini, istruzione
Di Maio, da lato suo, prende le distanze da tutti e non rilascia dichiarazioni ufficiali a riguardo. Foto da SkyTg24

Di Maio, che per adesso tace, sembra si sia rivolto solo ai suoi fedelissimi, come ci informa la Repubblica:” Burioni No! La scienza sì, ma Burioni…”. D’altro lato, abbiamo i soliti siti complottisti e retrogradi. Informarexresistere, sito la cui validità e veridicità è facilmente evincibile dal nome, si è naturalmente scagliata contro il Patto. Inneggiando al complottismo, sostiene di mostrare la verità: il patto ha come unico scopo la coercizione vaccinale, che danneggia i nostri figli e i nostri nipoti (mica come il morbillo), e l’accaparramento di fondi statali.

Le posizioni antiscientifiche del governo

Ma di certo sarebbe sciocco sorprendersi. E sì, perché è ben risaputo che a questo governo una cosa interessa: il consenso. E esprimersi su posizioni no-vax tiene fedele la base anti-vaccinista dell’elettorato 5 Stelle (che, infatti, è insorta contro Grillo). Il silenzio di Salvini, anche in questo caso, potrebbe andare in questo senso: sorridere a quella parte di popolazione fortemente no-vax, che garantirebbe altri voti. E in tutto questo, la manovra di Bilancio prevede il taglio a istruzione e ricerca

La tragica situazione dell’istruzione in Italia

E si, perché è meglio rimpolpare le casse delle pensioni che investire sul vero futuro di noi Italiani: l’istruzione. Risultano menzogne le promesse di ottobre di Marco Bussetti, ministro dell’istruzione. Cadono miseramente le rassicurazioni di una semplice “ridistribuzione dei fondi” davanti alle previsioni della manovra di Bilancio: un taglio netto ai fondi per istruzione e ricerca (insieme a quelli su soccorso civile, immigrazione e beni culturali). Si continua a fomentare questa miopia statale: la ricerca di soluzioni approssimative e inefficaci per migliorare leggermente l’hic et nunc e evitare di perdere eccessivamente consenso. Perché investire in ciò che veramente serve al paese (istruzione, ricerca, energie rinnovabili, innovazione tecnica e tecnologica) non riscontra il benestare di un popolo ignorante e incapace di comprendere la realtà che lo circonda. Quello che potremmo definire “il nonsense del consenso”. È importante e fondamentale sostenere il progresso della scienza, anche tramite l’appello di Burioni, ma è a livello governativo e statale che deve cambiare il trend. E un governo populista e incompetente, eletto non a caso da populisti incompetenti, non può che fallire nel tentativo: è troppo concentrato a mantenere il consenso del popolo. Un popolo che, per citare Ricky Gervais, ha ancora bisogno di vendere al supermercato l’ammoniaca con una grossa etichetta, con su scritto “Non Bere”. Non che serva: è già sazio delle menzogne che gli vengono propinate, incapace di distinguerle dalla realtà.

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