La vita sulla Terra così come la conosciamo è iniziata più tardi di quanto pensassimo. Un recente studio infatti ha svelato che l’esplosione del Cambriano avvenne due milioni di anni dopo la datazione da sempre ipotizzata. L’evento quindi risalirebbe a 538 milioni di anni fa e non più a 540. È bene però capire come hanno fatto a spostarne la data nonostante sia così lontano nel tempo.

Nel Cambriano la vita era presente solo nell’acqua

Dettagli della scoperta

L’autore dell’articolo in cui si parla di questa scoperta è Ulf Linneman, direttore del museo di storia naturale di Dresda, in Germania. Egli infatti ha condotto una ricerca dalla quale è emerso che, date le condizioni geoclimatiche in cui era la Terra, gli animali si sono dovuti evolvere molto velocemente per non estinguersi. Molti organismi infatti erano predatori, quindi avevano la necessità di muoversi, mentre le prede più statiche dovevano sviluppare delle contromisure difensive adeguate. Cambiamenti del genere dovevano avvenire in tempi rapidi, pena l’estinzione della specie. Ciò spiega perché l’esplosione del Cambriano è stata posticipata di due milioni di anni: dal punto di vista evolutivo, risulta essere più plausibile.

Le prime meduse apparvero proprio nel Cambriano

La Terra nel periodo Cambriano

Il Cambriano è il primo periodo del Paleozoico e inizia con l’esplosione citata prima. Erano già presenti le terre emerse, che si erano separate dopo la fratturazione del supercontinente Rodinia. Le dinamiche di questo evento sono ancora piuttosto oscure: si pensa comunque che sia stata rapida e caotica, il che rende difficile descriverle con precisione. Gli oceani invece pare fossero diffusi ma poco profondi. In tal senso la stratigrafia ci aiuta a capire qualcosa in più, poiché strati molto regolari e distinti indicano che la sedimentazione è avvenuta in aree profonde e poco dinamiche. Gli strati risalenti al Cambriano invece sono molto confusionari, quindi è più probabile che la sedimentazione si sia verificata in acque poco profonde.

Anche le spugne erano molto diffuse, pur essendo apparse un po’ prima

Flora e fauna nel Cambriano

Dato il ruolo così importante degli ambienti acquatici, la flora era del tutto assente. Alcuni autori ipotizzano che in alcune aree si siano formati col tempo dei sottili strati di alghe o licheni, ma le prove in merito scarseggiano. La fauna invece era molto ricca e variegata, con molte delle specie attuali che già avevano iniziato a svilupparsi. Alcuni esempi sono le meduse, le spugne e i brachiopodi, nonché alcuni molluschi sul finire del periodo. Non mancano inoltre le forme estinte e rinvenute solo allo stato fossile, soprattutto i trilobiti, artropodi il cui corpo era diviso in tre lobi (il che spiega il loro nome).

Il Nautilus, uno dei cefalopodi più antichi del mondo, ha cominciato il suo sviluppo proprio in questo periodo

Com’è la situazione attuale?

Col tempo le cose sono cambiate parecchio, a cominciare dal clima. Nel Cambriano infatti gli oceani avevano su di esso un’influenza maggiore di quanto non accada adesso. Al giorno d’oggi il clima è influenzato da molti fattori, soprattutto umani, quindi fare un confronto è piuttosto difficile. Anche le forme di vita sono notevolmente cambiate, per quanto alcune siano ancora in circolazione. Innanzitutto abbiamo la flora, che nel Cambriano non c’era, inoltre la fauna ha visto numerose specie scomparire e tante altre svilupparsi. In questo senso i dinosauri, vissuti solamente nel Mesozoico, sono il caso più eclatante. Il mondo quindi è cambiato e cambierà ancora, ma buona parte di questo processo dipende da noi.

Matteo Trombi

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