‘Tutto va, tutto torna indietro; eternamente ruota la ruota dell’essere. Tutto muore, tutto torna a fiorire, eternamente corre l’anno dell’essere. Tutto crolla, tutto viene di nuovo connesso; eternamente l’essere si costruisce la medesima abitazione. Tutto si diparte, tutto torna a salutarsi; eternamente fedele a se stesso rimane l’anello dell’essere. In ogni attimo comincia l’essere; attorno a ogni « qui » ruota la sfera « là ». Il centro è dappertutto. Ricurvo è il sentiero dell’eternità’. (Così parlò Zarathustra).

Pensate di essere colti, folgorati improvvisamente dalla consapevolezza di vivere sempre e per sempre la stessa vita, gli stessi attimi e momenti, le medesime passioni riferite ai medesimi eventi… . Capire ad un certo punto che la vostra esistenza fluttua nella circolarità, che si ripete ogni volta, al modo di prima e di poi e immutabilmente avanza. Pensate che sia un demone a dirvelo, in sogno, accoccolati tra coperte che si fanno sempre più opprimenti, stesi su di un materasso che d’improvviso sembra farvi sprofondare. L’angoscia vi pervade, gli occhi non si aprono, il demone si avvicina e vi sussurra: “L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello di polvere!».” Vorreste solo che l’incubo cessasse, che quell’essere scomparisse e quelle parole si perdessero nell’aria del mattino, che restasse solo il loro ricordo nella forma di una vaga inquietudine, ma, d’un tratto, quiete… . Il demone svanisce, ritraendosi nell’ombra con accondiscendenza, le palpebre si spalancano aprendo le porte ad uno sguardo nuovo, consapevole, nitido. Lo scorrere del tempo non vi appartiene più e il susseguirsi degli attimi si condensa nell’unico attimo presente ed eterno. Un sorriso si disegna sul viso, la testa annuisce fiera alla presa di coscienza più folgorante della vostra vita, vita che da oggi non verrà più scandita ma realmente vissuta accogliendo come suo imperativo la dionisiaca potenza del qui e ora. eterno ritorno

L’eterno ritorno dell’uguale

Nell’agosto del 1881, passeggiando tra le vie dell’ Alta Engandina, a Sils Maria, Nietzsche viene folgorato da quello che egli stesso definisce “il più abissale dei suoi pensieri”. La teoria dell’eterno ritorno appare a Nietzsche quasi come un’evidenza necessaria, visto che il mondo è composto da un numero infinito di elementi e questi elementi non si creano e non si distruggono, presupponendo la non esistenza di Dio, questi elementi dovranno necessariamente ri-aggregarsi nella stessa maniera per un numero infinito di volte. Meditando su questa ombrosa rivelazione Nietzsche ne diede forme e significati molto più profondi, seppure senza aver mai trattato in maniera esaustiva ed estesa il tema, a dimostrazione del fatto che l’intuizione dell’eterno ritorno risultasse per certi versi oscura, per lo meno nella riproposizione, anche a lui. Nello Zarathustra Nietzsche paragona il tempo ad una porta carraia, dove s’incontrano e da cui si diramano due vie, una verso il futuro all’infinito, l’altra verso il passato infinito e nel punto di congiunzione delle due strade si condensa la dialettica intima del tempo, futuro e passato iniziano assieme in un unico punto e da quell’unico punto divergono. Quell’unico punto è il presente, l’attimo: “Da questa porta carraia che si chiama attimo, comincia all’indietro una via lunga, eterna: dietro di noi è un’eternità”. Un’eternità, questa, che implica la ripetizione, nella misura in cui passato e futuro, infiniti, a questo punto, per essenza, si richiamano scambievolmente: se il passato si svolge eternamente ed è principio e fine, allora non è altro che la ripetizione di ciò che accadrà, e il futuro eterno non ripropone che gli infiniti accadimenti già presenti nel passato. I due eterni fiumi del passato e del futuro confluiscono nella cascata senza fine dell’eterno ritorno.

eterno ritorno

Un bene o un male?

Prendendo le mosse da questa concezione dobbiamo indagarci sulle possibili conseguenze della sua messa in atto. Già l’accogliere in sé l’eterno ritorno, abbandonando quella linearità che da sempre ci appartiene, quella direzionalità che ci appariva costitutiva e che incanalava la vita arginando la sua caotica potenza, non è cosa da poco. Potremmo soffocare all’idea della ripetitività eterna dei nostri giorni, con le stesse passioni, legate ai medesimi fatti, senza possibilità di svincolarci da questo infinito loop temporale. Se però vediamo l’altra faccia dell’eterno ritorno, vedremo che ogni nostra piccola scelta entrerà nell’eternità del tempo, continuerà in eterno a vivere oltre la nostra vita e ogni nostra opera sarà un frammento dell’eternità stessa. Questa consapevolezza rende, nell’eterno ritorno, l’unicità delle nostre vite, ci dà la possibilità di lasciare nel mondo una firma indelebile, siamo ombre fisse nell’eterno, uniche e imperiture. eterno ritorno

l’Eterno ritorno e la vita

Nietzsche incarna una filosofia che dice sì alla vita, che abbandona la grigia monotonia del razionale e si abbandona alla caoticità delle passioni, lo Ubermesnch si costituisce in una dimensione di nichilismo attivo, dove Dio è morto, il sistema dei valori è stato abbattuto, ed è ora di farsi creatore di nuovi ideali, che verranno nuovamente abbattuti e superati. Oltre-uomo sta a significare non solo oltre l’uomo del passato, ma anche continuo oltre-passamento di sé. La vita è intesa, quindi, come autopotenziamento, autocreazione, una libera produzione di sé che va oltre qualsiasi piano prestabilito e trova il suo culmine o massimo compimento nell’accettazione completa dell’eterno ritorno dell’uguale, quando cioè il superuomo si libera del peso del passato e redime il tempo. Secondo Nietzsche l’accettare e accogliere in sé l’eterno ritorno non porta assolutamente nessun problema in quanto ogni azione, sentimento, passione che caratterizzano la nostra vita, sono il prodotto della nostra volontà. La riproposizione imperitura della stessa vita non è che l’attuazione continua della nostra volontà, che vorrà sempre qualcosa di nuovo, ma che tornerà sempre a volere quello che ha già voluto, perché il passato si perde nel futuro, il futuro nel passato e il tempo si condensa nell’attimo assoluto ed eterno.eterno ritorno

Kundera e l’eterno ritorno

Il tema dell’eterno ritorno si pone come chiave di lettura di uno dei romanzi più famosi di Milan Kundera: ‘L’insostenibile leggerezza dell’essere’. L’eterno ritorno è il filo che unisce personaggi e vicende e che si insinua nel contrasto tra pesantezza e leggerezza, sostrato dell’opera intera. Il romanzo si svolge a Praga, negli anni intorno al 1968, e la storia si focalizza su quattro personaggi (“il Quartetto di Kundera”): Tomáš (chirurgo di fama e successo), la sua compagna Tereza (fotografa), la sua amante Sabina (pittrice) e un altro amante di Sabina, Franz (professore universitario). Tomáš si innamora di Tereza ma non riesce a rinunciare alle sue amanti, questo rende Tereza estremamente gelosa, ma, per la sua debolezza, la donna non riesce a ribellarsi e tiene per sé i suoi tormenti. Sabina è uno spirito libero, avrà una breve storia con Franz, di cui s’innamorerà perdutamente, ma, non avendo il coraggio di portare avanti una relazione seria, fuggirà lasciandolo solo. Franz inseguirà il ricordo di Sabina questo lo porterà alla morte. Kundera vorrebbe salvare i personaggi dall’evanescenza del tempo, dallo scorrere inesorabile della vita. Il romanzo, basato su una struttura circolare, si apre con Tomas e Tereza, e con questa coppia si chiude, in un’ eterno circolo di cause ed effetti. Questa ciclicità esistenziale viene volutamente resa dall’autore, i protagonisti compieranno azioni che risuoneranno per l’eternità, con una leggerezza ad accompagnare il loro muoversi nella storia, che diventa insostenibile. Leggerezza è libertà, è vita per come la intende Nietzsche, ma dura un attimo, poi scompare, e torniamo schiacciati dalla pesantezza della fattualità. Gli attimi di leggerezza vanno vissuti nella loro pienezza, la pesantezza dell’eterno ritorno, della risonanza, ci schiaccia se non cogliamo l’essenza eterna dell’attimo e impariamo a fare della vita un susseguirsi di attimi leggeri.

Samuele Beconcini

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