Per anni gran parte della popolazione mondiale è stata convinta che gli esseri umani utilizzassero soltanto il 10% delle funzionalità del proprio cervello. Nonostante questa credenza venne brillantemente confutata dal neuroscienziato Barry Beyerstein, tutt’oggi molte persone divulgano questa falsa informazione come se avesse una base scientifica. Al di là dei moralismi scientifici, basti pensare ad Hollywood e a film come Limitless o alla letteratura e a Sherlock Holmes che, con la sola forza del ragionamento deduttivo, riusciva a risolvere i casi più complicati. Questa realtà fa capire quanto l’essere umano sia affascinato ed ossessionato dalla volontà di essere il più intelligente possibile e oggi, per raggiungere questo scopo, molte persone utilizzano il Modafinil (anche conosciuto come Provigil), un farmaco eccitante del SNC che pare aumenti la concentrazione e l’attenzione focalizzata.

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Il modafinil

Il Modafinil è un farmaco eugeroico (che promuove la veglia) che venne sintetizzato in Francia negli anni Settanta e approvato dall’FDA nel 1998 per le persone affette da narcolessia e da ADHD (Disturbo da Defict dell’Attenzione e Iperattività), anche se per quest’ultimo viene utilizzato off-label. Agisce in modo simile alla caffeina e non risolve i problemi a lungo termine che causa la privazione di sonno. Da un punto di vista farmacocinetico raggiunge le zone del cervello atte all’attenzione e ai processi cognitivi.

Prima di proseguire è importante fare un appunto su cosa sia l’intelligenza (dal latino intelligere=comprendere). Essa viene definita una funzione cognitiva superiore che permette all’individuo di produrre un comportamento adattativo e funzionale al raggiungimento di uno scopo. In realtà esistono molte forme d’intelligenza, che dipendono dalle attitudini che ogni individuo è geneticamente predisposto a sviluppare e che maturerà nel corso della vita in relazione agli stimoli ambientali e sociali che subirà. Imparare a conoscere le proprie predisposizioni e se stessi permette non solo di vivere in maniera soddisfacente secondo i propri bisogni ma anche imparare a scegliere una strada piuttosto che un’altra basandosi proprio sulle proprie capacità naturali. Lo studioso Howard Gardner ha dato origine alla teoria delle intelligenze multiple, che è possibile suddividere in otto categorie:

  • visivo-spaziale: capacità di creare rappresentazioni visive del mondo e di figurare idee nello spazio prima di crearle.
  • naturalistica: capire e risolvere i problemi nell’ambiente naturale
  • musicale: capacità di rendere i suoni la chiave per capire ed interpretare la realtà
  • logico-matematica: propria di quelle persone che hanno una tendenza alla classificazione e al ragionamento induttivo e strettamente legato ai principi della logica
  • interpersonale: capacità di interpretare le microespressioni delle persone, identificare i loro sentimenti, umori e comportamenti e comportarsi di conseguenza
  • corporeo-cinestetica: risolvere problemi usando tutte le parti del proprio corpo e comunicare emozioni e idee con esso
  • verbale-linguistica: propria delle persone che imparano con facilità altre lingue o che riescono a capire il significato intrinseco delle parole (si pensi ai poeti o agli scrittori)
  • intrapersonale: capacità di creare un modello mentale personale sulla base della propria situazione e dei propri bisogni e dirigere la propria vita seguendo tale modello

Il Modafinil (anche conosciuto come Provigil) viene utilizzato soprattutto da studenti della nuova generazione per aumentare le proprie performance cognitive.

Come funziona questo farmaco?

Il vero meccanismo d’azione del Provigil è tutt’oggi sconosciuto. Si possono tuttavia definire due scuole di pensiero: secondo alcuni il Modafinil agirebbe sul rilascio di amminoacidi eccitatori nell’ipotalamo, in particolare l’istamina, e stimolerebbe la concentrazione con lo stesso meccanismo delle anfetamine; secondo altri invece modulerebbe la serotonina e il GABA inibendo contemporaneamente la ricaptazione della dopamina (con lo stesso meccanismo d’azione della cocaina). Analizzando quest’ultima teoria, che oggi come oggi sembra la più accreditata, la smart drug in esame va ad agire a livello del nucleo accumbens (una particolare struttura che fa parte del sistema mesolimbico) che si trova in prossimità della parte inferiore della corteccia del cingolo e che instaura rapporti importanti con l’amigdala, l’ipotalamo e l’area tegmentale ventrale (VTA).

Da un punto di vista fisiologico, il nucleo accubens fa parte del circuito di reward (ricompensa e gratificazione) e, dunque, l’attivazione dei neuroni dopaminergici che ne fanno parte permettono la genesi di sensazioni piacevoli legate al bere, al nutrirsi e alle interazioni sociali (tra cui anche il comportamento sessuale) che sono indispensabili per la sopravvivenza della specie (“L’uomo è un animale sociale” affermava Aristotele). I farmaci e le sostanze (come la cocaina e le anfetamine) che attivano in maniera costitutiva queste strutture causano dipendenza proprio perché inducono un rilascio massivo di endorfine e di dopamina che se da una parte rendono temporaneamente più efficiente e vigile il soggetto che le assume, dall’altra innescano il meccanismo di ricompensa: assumere quelle sostanze rende “felici” proprio perché stimola e modula in up gli stati affettivi, l’ego e l’edonia, accrescendo la sicurezza in sè stessi in relazione al mondo esterno.

Per quanto il Modafinil sia un'ottima molecola, il suo abuso potrebbe avere gli stessi caratteri di dipendenza della cocaina.

Il Modafinil però è una smart drug largamente utilizzata perché, pur agendo a questo livello, in teoria non genera assuefazione. Bisogna tuttavia sottolineare che studi recenti hanno dimostrato che il Provigil potrebbe invece scatenare dipendenza se assunta a dosi troppo elevate e, una volta sospesa la sua assunzione, potrebbe potenzialmente scatenare i sintomi associati all’astinenza quali agitazionedepressionesudorazione e affaticamento. C’è anche da ricordare che la FDA ha approvato il farmaco nel solo trattamento della narcolessia (perché si pensava modulasse soltanto l’oressina, molecola che regola il ciclo sonno-veglia e l’appetito) ma, quando si dimostrò che il Modafinil non aveva alcun effetto su topi in cui mancavano i recettori per la dopamina, esso iniziò ad essere prescritto anche nell’ADHD e nella schizofrenia. Il problema serio però riguarda quella fetta di popolazione clinicamente sana che assume il Modafinil al fine di aumentare le proprie capacità intellettivo-cognitive tanto nello studio quanto sul lavoro.

Tornando al concetto di dipendenza, uno studio pubblicato nel 2012 dal Behavioural Brain Research, ha messo a confronto gli effetti che il Modafinil e la cocaina hanno sul sistema di ricompensa. Da questo studio si evince che il Modafinil ad alte dosi ha effetti importanti sul sistema di ricompensa e che nel gruppo di topi in cui esso veniva somministrato insieme alla cocaina si verificava addirittura un fenomeno di tolleranza inversa (ovvero la capacità di una sostanza stupefacente di dare effetti più marcati nel tempo pur somministrando la stessa dose); dosi basse di Modafinil invece hanno evidenziato il miglioramento cognitivo caratteristico di questa molecola. Da questo si evince che per quanto il Provigil sia un farmaco eccitante relativamente sicuro esso ha delle controindicazioni importanti soprattutto in pazienti che fanno abuso di droghe (per esempio i tossicodipendenti) proprio perché potenzialmente potrebbe innescare il sistema dopaminergico della ricompensa e indurre dipendenza a sua volta.

Il Modafinil è pur sempre un farmaco e, in quanto tale, non è esente da effetti collaterali.

Esistono altri psicofarmaci che possono aumentare la concentrazione e l’attenzione, quindi perché oggi tutta l’attenzione di studenti, lavoratori e militari è volta al Modafinil? Un motivo è sicuramente da ricercare nel fatto che, pur essendo un farmaco eccitante del SNC, a basse dosi non provochi dipendenza; l’altro risiede probabilmente nel fatto che esso ha pochi e più sopportabili effetti collaterali rispetto al Ritalin (farmaco approvato per il trattamento dell’ADHD). Il Provigil dà nausea, vomito, ansia e tachicardia nel 10% dei casi. Il Ritalin, oltre ad essere di più difficile prescrizione, dà alterazioni del ritmo cardiaco, alterazione della personalità, induce pensieri suicidi, psicosi e sindrome di Tourette.

Limitless

(spoiler alert)

In “Limitless” il protagonista, Eddie Morra, inizia ad assumere questa droga che gli permette di sfruttare al massimo le sue facoltà mentali e la sua memoria, diventando probabilmente l’uomo più intelligente sulla faccia della terra. In effetti l’uso di questa sostanza gli permette di svoltare la sua esistenza di scrittore fallito, rendendo possibile la pubblicazione di un best-seller e addirittura di correre per l’elezione nel senato degli stati uniti; ma a quale prezzo?

Gli effetti dell’NZT (così si chiama la pillola miracolosa) sono terribili, Eddie scoprirà infatti che chiunque abbia assunto la droga è morto, in ospedale o ha subito degli enormi danni sia al fisico che alla mente. Morra è in grado di sviluppare un enzima che gli permette di continuare ad assumere la sostanza senza effetti collaterali e quindi di raggiungere i suoi obbiettivi, nel frattempo però si trasforma, non è più se stesso. Nell’arco della sua realizzazione Eddie diventa un assassino e lentamente perde parte della sua umanità.

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Ovviamente il modafinil è molto meno potente dell’NZT ed ha effetti collaterali quasi insignificanti, ma ragionando a lungo termine dovremmo semplicemente imparare a conoscere di più noi stessi e il funzionamento del nostro cervello: abbiamo a disposizione uno strumento potente e versatile che per quanto possa essere predisposto a determinate cose piuttosto che ad altre deve essere costantemente educato attraverso lo studio critico e ragionato, attraverso la ripetizione e attraverso il pensiero. Pensare non è una semplice facoltà mentale, è la chiave che crea i ponti tra i nostri neuroni e che permette di rendere solidi quei processi cognitivi che trasformeranno l’informazione prima in conoscenza e poi in esperienza. Il mezzo ce l’abbiamo, la costanza e la tenacia basta svilupparle, che senso ha prendere scorciatoie ambigue e temporanee?

-Valto

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