La storia di un uomo condannato alla mascolinità tossica

tre gangster tatuati che imitano le tre scimmie sagge

“Big boys don’t cry”, ovvero “gli uomini forti non piangono”. Così esordisce Eldra Jackson nella sua conferenza organizzata da TED, marchio di conferenze statunitensi, gestite dall’organizzazione privata non-profit The Sapling Foundation. Eldra Jackson è un uomo di colore vissuto in California e racconta la sua esperienza di vita. In particolare descrive quanto gli stereotipi e le aspettative sugli uomini fomentino nei bambini una mascolinità tossica. Eldra narra che negli anni ottanta per vivere in California ed essere rispettato dovevi essere o un’atleta o un gangster.  Lui stesso era un atleta, ma dopo aver distrutto l’auto di un suo amico fu punito e gli fu tolta la possibilità di continuare la sua carriera sportiva. Ciò comportava non avere più rispetto e perciò neanche potere. Così iniziò una nuova carriera, una carriera fatta di criminalità in cui sottomettere gli altri e cercare di dimostrare la propria forza. Questa insana mentalità lo condusse al carcere, dove continuò ad essere in ganster. Un giorno venne trasferito alla prigione di New Folsom e partecipò alle riunioni di un gruppo chiamato Inside Circle. Qui gli venne chiesto chi fosse ed Eldra si rese conto di non avere risposta ad una domanda così apparentemente banale. Sedere nel gruppo Inside Circle significava sedere in un cerchio di fuoco dove tutti gli stereotipi venivano bruciati se nocivi. Lo scopo era chiedersi :“Perché penso in questo modo, perché agisco in questa maniera.” Eldra riuscì a ripercorrere la sua infanzia ed a capire che i semi di questa mascolinità furono piantati quando a sette anni si sentì in dovere di proteggere sua sorella minore. Oggi Eldra è libero dal circolo vizioso in cui essere uomini significa non versare mai lacrime, Jacskon ora cresce i suoi figli indirizzandoli ad una vita emozionalmente sana.

La danza di Billy Elliot sorpassa la sbarra dei pregiudizi

Una scena tratta da Billy Elliot, in cui lui e l'insegnante Mrs. Wilkinson ballano

La storia di Eldra è estremamente attuale, si trattano molti gli stereotipi delle donne che devono rimanere a casa con i figli, ma poco spesso ci si sofferma sulla tradizione sclerotizzata dell’essere uomini. E’ un fenomeno che ha contagiato anche il cinema. Basti pensare alla pellicola di Billy Elliot. Un ragazzino di 12 anni che vive in un campagna inglese dalla mentalità chiusa. È incitato dal padre ad intraprendere la carriera da pugile ma Billy capisce subito di non essere portato e non appena vede le ballerine di danza classica allenarsi avviene in lui una sorta di imprinting con la danza. Purtroppo nelle vita di campagna degli anni ottanta un ragazzo che studia danza classica è considerato debole, nonché omosessuale. Per fortuna Billy non demorde, va contro la propria famiglia per raggiungere il proprio sogno, partecipare e superare le audizioni della Royal Ballet School di Londra. Il padre Jackie ed il fratello Tony sono ostinati per tutto il film, sono offuscati dall’ombra di una mentalità chiusa, i loro occhi sono accecati dalla paura di essere diversi e  dalla paura di gettarsi nelle fauci dei giudizi altrui. Per quanto si cerchi di aprire la mente, si cresce in una tradizione ed in una cultura, giuste o sbagliate che siano.

Nietzsche e Derrida: decostruire i valori e la metafisica

La filosofia ha avuto pensatori che hanno cercato di demolire i rigidi preconcetti  instillati dalla società. Nietzsche, ad esempio, ha iniziato una carriera da filologo e grazie a questa sua formazione ha apprezzato fin da subito l’arte e la cultura greca. Nietzsche ha visto nella società a lui contemporanea la dimenticanza dei valori greci, valori a cui si deve aspirare in modo esistenziale. Il filologo di Lipsia vede la società come delimitata da confini razionali ed imputa a Socrate questa limitazione. Ritiene che Socrate abbia trasvalutato la tragicità del dramma in ottimismo, o meglio è stato Euripide a farlo, ma sulle orme di Socrate. Nietzsche vorrebbe attuare una trasvalutazione dei valori per rimediare alla decadenza Un fumetto di Derrida in cui lui è "decostruito" da una sega umana. Nel Novecento si svilupperà, sulla scia delle tesi filosofiche nietzschane la corrente del decostruttivismo. Il nervo centrale della questione è di smascherare e scuotere le fondamenta di ogni forma di struttura. Tra i nomi più significativi si trova quello di Jacques Derrida. Lo scopo della sua riflessione è proporre una critica radicale della metafisica. Secondo Derrida anche la decostruzione cerca la verità, perciò è ostacolata dai vizi e dalle ipocrisie della metafisica. Tuttavia, rispetto alla filosofia classica, Derrida sembra essere interessato all’alternativa giusto/ingiusto così che la storia della metafisica appaia come la vicenda di una battaglia tra il bene e il male. In questa lotta il traguardo è smascherare i presupposti e i pregiudizi.

Barbara Butucea

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.