Intelligenza emotiva: come migliorare il contesto di lavoro

Intelligenza emotiva: come migliorare il contesto di lavoro

22 Settembre 2018 Off Di Francesco Rossi

Il successo è spesso ambito in molti contesti, uno tra questi il contesto lavorativo. Sembrerebbe non essere sufficiente essere competenti dal punto di vista professionale, ma è necessario possedere anche intelligenza emotiva.

Intelligenza emotiva

Il concetto di intelligenza emotiva è stato introdotto da Daniel Goleman. Nello specifico si fonda su due tipi di competenze. Da un lato la competenza personale, legata al modo di gestire noi stessi. Dall’altro lato la competenza relazionale, legata al modo di gestire le relazioni con gli altri. Quindi l’intelligenza emotiva include due fattori cardine che ci conducono al successo. Se immaginiamo una carriera all’insegna della realizzazione, indubbiamente pensiamo ad un’ottima capacità intellettiva così come ad un percorso scolastico eccellente. Tutto questo si rivela inutile se la persona che abbiamo davanti è irascibile e scontrosa. Secondo Goleman, quindi, non sono sufficienti degli ottimi risultati ma sono necessarie altre caratteristiche. Tra queste troviamo ad esempio la capacità di auto-motivarci e persistere nel raggiungimento degli obiettivi oppure la capacità di modulare i propri stati d’animo.

La competenza personale

La prima componente si lega al controllo che abbiamo su noi stessi. Questo vuol dire innanzitutto essere consapevoli di noi stessi. L’auto-consapevolezza ci permette di conoscere e denominare le nostre emozioni. In un contesto lavorativo l’emozione che emerge più spesso è la rabbia. Essere consapevoli di sé si traduce in un contenimento di questa emozione negativa. In secondo luogo permette di valutare le proprie risorse interiori, riconoscendo il nostro valore e i nostri limiti. Chiaramente la competenza personale implica un’altra dimensione che è quella motivazionale. La motivazione è  data dall’insieme delle tendenze emotive che guidano, sostengono o facilitano il raggiungimento di obiettivi. Questo permette non solo di individuare i progetti più affini a noi stessi ma anche di orientarci positivamente ad essi.

La competenza sociale

Il contesto in cui ambiamo maggiormente al successo è quello lavorativo. Questo spesso si caratterizza per la presenza di altri colleghi. Essere empatici vuol dire sintonizzarsi con lo stato emotivo altrui, senza creare confusione con i propri sentimenti. Si tratta di un riconoscimento che si basa sulla vicinanza. Nell’empatia non vi è solo il riconoscimento delle emozioni altrui ma anche una valorizzazione dell’altro. Dal punto di vista del comportamento questo ci porta a sostenere gli altri, promuovere le loro abilità e nel rispettare le differenze individuali. Quindi sembra intervenire non solo un’intelligenza cognitiva ma anche quella emotiva. Questa ci permette di approcciarci meglio non solo agli altri ma anche a noi stessi. In questo modo è favorito un contesto di lavoro piacevole e rassicurante.

L’empatia ci permette di valorizzare gli altri oltre che comprenderli. www.google.it

Delfina Ruggero