I Presocratici e la dossografia

Di questi “primi filosofi” non ci restano molte informazioni, solo qualche frammento o citazione raccolta da altri autori. I Presocratici furono studiosi della natura che cercarono di risalire all’origine del mondo attraverso il continuo riferimento a fenomeni celesti: ad esempio Talete riteneva che il principio di tutto fosse l’acqua, Anassimene pensava invece che questo fosse attribuibile all’aria. Con Diogene Laerzio abbiamo una prima veduta della loro sistemazione nell’opera “le vite dei filosofi”, dove l’autore attraverso la nozione di scuola, individua  rapporti istituzionali tra figure e scuole. Solo con Aristotele verrà specificato come criterio di lettura dei presocratici la “ricerca del principio” (archè). Aristotele è quindi l’iniziatore del genere della dossografia (raccolta di opinioni giustapposte) reso poi tale da Teofrasto, contribuendo alla costruzione di un quadro d’insieme della riflessioni anteriore a Socrate.

I Presocratici possono essere considerati filosofi?

Per rispondere a questa domanda bisogna prima assumere un criterio di nascita della filosofia. Uno sguardo razionale viene adottato da Aristotele, che individuò nella filosofia una forma di sapere che ricerca i principi primi della realtà senza fini concreti. In tal modo i molti filosofi che non erano considerati tali entrarono di diritto nella storia della filosofia. Cosi Talete divenne il primo filosofo, perché ha individuato nell’acqua il principio. I criteri di nascita assunti nella filosofia sono molteplici: alcuni individuano l’inizio della filosofia con il problema dell’essere e quindi con Parmenide. Altri ritengono che questa inizi con la sua completa delineazione, quando si realizza il tipo umano del filosofo.

  Immagine di Talete

 

Perché proprio “Presocratici”?

Nella denominazione di “Presocratici” è presente l’idea per cui la figura di Socrate costituisca uno spartiacque con il pensiero antico. Anche questa semplice denominazione risente di un forte dibattito. Socrate è il primo filosofo che introduce la filosofia ai costumi e all’etica, portandola “fuori dal cielo”. Lo stesso Nietzsche nell’opera “La filosofia tragica dei greci” si riferirà a questi  come “Preplatonici”, individuando proprio in Platone, per la formazione di un patrimonio lessicale, lo spartiacque. Lo stesso concetto di presocratico può trarre in inganno: in effetti Democrito era poco più giovane di Socrate.

 Immagine di Platone

Sicuramente la nascita della filosofia è un processo secolare di riflessione che non ha un momento preciso. I Presocratici hanno avuto un forte impatto, ponendo quesiti fondamentali che hanno portato i filosofi successivi a farne riferimento. Tuttavia in questi non è rilevabile la formazione di un lessico specializzato o una differenziazione della filosofia rispetto alle altre arti. In tal modo è impossibile determinare la natura del loro sapere. Sta quindi ad ognuno di noi considerarli o meno filosofi.

Fonte: Prima lezione di filosofia – Bruno Centrone

Nicolas Chiappucci

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.