Sex Education è una serie originale Netflix che racconta con estrema veridicità il rapporto tra gli adolescenti e il sesso. I protagonisti sono dei sedicenni in piena scoperta del proprio corpo e della propria sessualità. È veramente molto velata la ricerca del romanticismo, tipica delle serie tv adolescenziali, il misticismo dietro l’atto sessuale sembra scomparire per lasciare spazio ad un’onesta verità: dei teenager fortemente attratti dall’idea del sesso, ‘schiavi’ di fantasie e pulsioni, ma allo stesso tempo offuscati da dubbi e incertezze. Non sarebbe stata completa la storia, se non fossero stati citati genitori imbarazzanti, comprensivi o totalmente assenti. Dietro molti problemi di un individuo – a maggior ragione se adolescente – c’è sempre una madre!

Otis, un ragazzo qualunque, teamworld.it

Le fobie sessuali di un ragazzo qualunque

La serie tv si apre con la caratterizzazione adolescenziale tipica di un liceo: il belloccio della scuola, il gruppetto dei vip scontrosi e altolocati, il bullo, lo sfigato. Quasi tutti i personaggi hanno uno spazio personale all’interno della storia. Nonostante secondari, anche loro hanno una crescita e una profondità non da sottovalutare, come Adam che fino alla fine è considerato solo come un semplice bullo.

L’attenzione è posta principalmente su tre storie diverse, di tre ragazzi diversi.
Il primo è Otis, un anonimo studente che ha evidenti problemi relazionali e sessuali. Lo si capisce sin dal primo episodio, quando si scopre un Otis molto a disagio di fronte all’intimità con se stesso. A dir poco traumatizzato, si potrebbe dire, a causa – ovviamente – della madre, Jean, un’elegante terapista del sesso, che lascia poca privacy al figlio e cerca in tutti i modi di intromettersi nella sua vita. In più, essendo anche una psicologa, non si fa problemi a parlare di argomenti delicati come il sesso. Per non parlare della moltitudine di uomini che si porta a letto e che puntualmente, ogni mattina, cercando il bagno, entrano per sbaglio nella camera da letto di Otis.
Dietro ogni adolescente c’è un genitore imbarazzante. Ma dietro ogni problema c’è pur sempre un trauma. Nonostante Otis cerchi disperatamente di emanciparsi dal punto di vista sessuale, c’è un ostacolo difficile da superare. Il famosissimo trauma questa volta riguarda il padre del ragazzo: quand’era piccolo, Otis ha sorpreso il padre mentre tradiva la madre con un’altra donna. Questo evento lo ha letteralmente bloccato, causandogli una vera e propria fobia sessuale. Per non parlare della cruda spiegazione della madre:“Il sesso è quando un uomo mette il suo pene dentro la vagina di una donna”.
Coloro che convivono con questo disagio hanno un’avversione nei confronti del rapporto sessuale in sé, ma anche della masturbazione, di baci o carezze. Vanno incontro a forti stati d’ansia e attacchi di panico, proprio com’è successo ad Otis quando ha provato a prendere la verginità. È lì che i suoi ricordi si sono manifestati nitidamente, rivelando allo spettatore il vero motivo della sua repulsione.
In generale, esistono diverse cause di questo disturbo. L’inibizione può essere legata ad una famiglia troppo rigida che considera il sesso come un tabù. A volte può essere presente una paura inconscia del piacere – come nel caso di Otis – derivata da un trauma infantile. Oppure si tratta di livelli più profondi: in alcuni casi la perdita del controllo durante l’atto sessuale equivale all’esposizione ad una minaccia: la donna. In situazioni analoghe, quest’ultima può assumere le forme di una ‘donna ragno’, di una ‘sirena incantatrice’ o di una ‘strega’.

Eric, il tipico eccentrico, collider.com

Adolescenza e identità

Il secondo dei tre protagonisti è Eric, l’eccentrico amico queer di Otis. È un ragazzo di colore, che vive con il padre, la madre e le sue innumerevoli sorelle.
Nonostante sia sempre dipinto con un meraviglioso sorriso sulle labbra, Eric in realtà vive il triste conflitto tra la sua sessualità e la famiglia: essendo figlio di due genitori devotamente religiosi, la sua omosessualità non è vista di buon occhio.
Nella sfera privata, l’unico personaggio con cui si relaziona maggiormente è il padre, che all’inizio sembra essere il classico genitore che rifiuta ogni tipo di ‘anormalità’ perché “Dio non vuole”. In realtà, più in là con gli episodi, gli eventi lasciano mostrare tutt’altro. La tensione nata tra i due inizia ad ‘alleggerirsi’ quando Eric torna a casa con uno zigomo sanguinante e il padre, infuriato e sconfortato dalla situazione, è pronto sull’uscio della porta ad aiutare il suo bambino.
Non potevano mancare tutti i problemi sociali derivati dalla scelta di Eric. A scuola infatti è sempre deriso – anche con soprannomi poco piacevoli –, spesso spintonato dal bullo Adam, fino all’ostracismo quasi definitivo. Anche Otis lo abbandona durante la serie, lasciandolo solo alla stazione il giorno del suo compleanno. E a causa di questa scelta, Eric si ritrova a tornare a casa da solo, di notte, senza il suo cellulare, vestito e truccato da donna. Per la strada incontra due uomini che non ci pensano due volte prima di mettergli le mani addosso e questo evento lo cambierà radicalmente per un po’, lasciando conoscere allo spettatore un Eric grigio e spento.
La scelta di trattare un argomento così ‘pop’ è azzardata, perché il problema che Eric vive è puramente legato alla scelta dell’orientamento sessuale. Ed è una fase molto delicata quella della ricerca di una propria identità, soprattutto se quella sessuale. Ancora più complicato se si scopre di provare attrazione verso lo stesso sesso.
In psicologia si è analizzata la formazione dell’identità omosessuale attraverso quattro fasi:

  • Sensibilizzazione: ci si sente diversi dai coetanei, anche a causa di battute ed etichette negative
  • Confusione: si teme che i nuovi impulsi possano essere considerati socialmente degradanti
  • Assunzione dell’identità: si riduce l’isolamento sociale, cercando appoggio da persone che vivono la stessa situazione
  • Integrazione e impegno: il sentimento omosessuale è integrato in tutti gli aspetti della vita

Essendo questi momenti caratterizzati da forte stress emotivo, tre possono essere le diverse strategie di difesa: la negazione degli impulsi, l’isolamento e la riparazione, cioè comportarsi nella maniera più eterosessuale possibile. Esattamente ciò che decide di fare Eric dopo lo spiacevole evento notturno, per poi tornare più esplosivo di prima grazie proprio alla sua fede in Dio.

Maeve, la ragazza ribelle, refinery29.com

Soli contro il mondo

La terza star della serie è Maeve, la tipica ragazza punk, l’emarginata della scuola. Vive da sola in un camper, cercando a stento di stare al passo con l’affitto e le bollette. All’inizio della serie, il suo personaggio sembra essere bidimensionale: la cattiva ragazza, quella ribelle. Ma successivamente si apre ad una profondità quasi vulnerabile: la vera storia della sua vita si scopre verso la fine della serie tv, perché spesso la ragazza si ritrova a mentire sulla sua situazione familiare per un senso di accettazione sociale.
Maeve è quella tra i tre che sembra conoscere meglio le dinamiche sessuali e per questo la sua reputazione a scuola non è delle migliori. Grazie però alle sue capacità ‘imprenditoriali’, convince Otis a creare una sorta di clinica privata durante le ore di lezione, in cui l’amico avrebbe concesso un aiuto psicologico a tutti coloro che avevano problemi a letto.
Il carattere esuberante e fuori dalle righe di Maeve deriva – ancora una volta – dai genitori: madre drogata e padre assente sin dalla sua nascita. L’unico componente della famiglia con cui continua ad avere un rapporto, seppur minimo, è il fratello. Il suo senso perenne di abbandono però si traduce in trasgressione e bisogno fittizio di contare per qualcuno. Fittizio perché allo stesso tempo è disfunzionale: Maeve si illude di essersi abituata all’idea di stare da sola contro il mondo, di essere indipendente ed autonoma. Ma spera comunque di trovare qualcuno che possa prendersi cura di lei. Quando conosce Jackson, il ragazzo perfetto, sembrava andare tutto perfettamente, fino a quando lei inizia a manifestare un costante senso di inadeguatezza. La paura di perderlo a causa del suo passato ‘non all’altezza’ la spinge inconsciamente ad allontanarlo. Stessa cosa succede con Otis.
Rimane così priva di qualsiasi legame affettivo, perché sicura di non meritarlo.

Martina Di Perna

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