Come è noto, in psicologia è molto comune associare nomi di personaggi di favole e miti per indicare sindromi e disturbi. E’ il caso della Sindrome di Raperonzolo, nota ai più come tricofagia.

Che cos’è la Sindrome di Rapunzel?

Raperonzolo è la principessa nota per la sua lunga e folta chioma. Nella fiaba tradizionale dei fratelli Grimm, Rapunzel è una fanciulla sfortunata, rinchiusa a vivere in una torre da una vecchia strega. Arrampicandosi sulla sua lunga treccia, un principe riesce a salire in cima al castello e, nel migliore dei finali, a liberarla.
E’ a questa fiaba che si è ispirata la pratica clinica nel definire la “Sindrome di Rapunzel“, nota ai più come tricofagia. L’unione dei termini greci “trics” (capello) e “fago” (io mangio) indica l’impulso non volontario del soggetto a mangiare i propri capelli (in rari casi i soggetti mangiano i capelli altrui). Essa indica la condizione medica per la quale il soggetto, caratterizzato dalla compulsione a ingerire i capelli, ne arriva a intrappolare nello stomaco una massa intricata. Il rischio più grave è che questa, accumulatasi nel tratto gastrointestinale, provochi sintomi quali dolore addominale, gastrico e indigestione, o che si organizzi in una struttura aggrovigliata chiamata tricobezoario (ciò che è noto come “palla di pelo” per i gatti). I bezoari si manifestano quando, aumentando di volume, bloccano il transito del contenuto intestinale provocando un’occlusione (ileo meccanico). Nei casi più severi può risultare necessario intervenire chirurgicamente per rimuovere la massa.

Uno dei casi più famosi in merito risale al 2007 , quando a Chicago venne rimossa una palla di capelli di ben 4,5 kg dallo stomaco di una diciottenne!

Risultati immagini per eugene hari rapunzel

I sintomi della Sindrome di Raperonzolo

Nella maggior parte dei casi i pazienti giungono dal medico lamentando dolori addominali, vomito e nausea.  Altri sintomi tipici della sindrome di Raperonzolo sono il gonfiore di stomaco, perdita dell’appetito e di peso e costipazione. In alcuni casi, l’intestino può arrivare a lacerarsi, causando sepsi. La mortalità coinvolge il 4% dei casi.
Perchè si formi un tricobezoario nello stomaco sono necessari 6 mesi: i pazienti possono però fronteggiare i sintomi per un anno intero prima di richiedere un intervento.
Una review recente ha evidenziato come il 70% dei casi documentati con questa sindrome sia rappresentato da donne di età minore di 20 anni. Che questa sindrome sia una prerogativa prettamente femminile è determinata dal fatto che, tipicamente, i capelli delle donne siano più lunghi di quelli degli uomini. Ciò rende più probabile l’occlusione.

Perchè le persone mangiano i capelli?

Tale patologia è scatenata da due sindromi specifiche, la tricotillomania e la pica. La tricotillomania, o disturbo da strappamento di peli è un disturbo ossessivo compulsivo che spinge il soggetto a tirarsi i capelli fino a strapparli. Nei casi più gravi i pazienti si provocano aree di alopecia e stress, compromettendo i propri rapporti sociali.
La pica (dal nome dell’omonimo volatile – la gadda ladra – che ha l’abitudine di cibarsi di sostanze non nutritive come argilla, terra, sassi e rametti) è l’insana abitudine che porta i soggetti ad ingerire sostanze non commestibili quali sabbia, sapone e altri prodotti anomali.

La pica (gazza comune) è un uccello noto per la sua tendenza a rubare oggetti non commestibili e a mangiarli. Ha dato il nome all’omonimo disturbo del comportamento alimentare (pica).

Le cause vanno ritrovate nell’incapacità di gestire situazioni di disagio, come stress, ansia, a tensione, solitudine, stanchezza o frustrazione La persona vittima di questo disturbo, prova piacere o seda la propria ansia, ingoiando i capelli. Solitamente queste condizioni colpiscono bambini o adolescenti che per qualche motivo rimangono incapaci di comunicare un qualche bisogno. Nondimeno, è possibile che si verifichi in altre condizioni: non è raro osservarlo in donne in gravidanza o soggetti con disabilità intellettive.
Studi recenti hanno infine proposto un’ulteriore spiegazione. La tricotillomania e la tricofagia potrebbero essere in qualche modo associate ad una carenza di ferro. In uno studio, la mania di strapparsi e ingerire i capelli è scomparsa in alcuni soggetti che erano stati trattati per carenza di ferro. L’ipotesi nasce dal fatto che i capelli contengano tracce di ferro e altri minerali. Rimane da chiarire se la compulsione ad ingerirli sia quindi determinata da una spinta biologica, da un istinto di sopravvivenza. Ad avvalorare questa ultima ipotesi sono stati alcuni studi che hanno dimostrato come in effetti,  il blocco causato dal tricobezoario sia in realtà la causa principale della carenza di ferro, e non viceversa.
Il trattamento prevede generalmente la collaborazione di un gastroenterologo (nel caso in cui la rimozione della palla sia l’unica soluzione) e di uno psicoterapeuta.

Ancora una volta le fiabe dei fratelli Grimm portano a tutt’altro che un lieto fine.

Susanna Morlino
@karmadelevingne

 

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.