Dove si trova la felicità? Come la dobbiamo cercare? Due domande interessanti che, se avessero una risposta semplice, migliorerebbero la vita di molte persone. Il Buddismo cerca di indicare una strada da seguire, un percorso tecnico concentrato sulla qualità del momento. La monaca buddista Ayya Khema, con parole ed esempi semplici e coinvolgenti, ci offre la sua visione della felicità. Le emozioni positive devono essere provocate, stimolate e alimentate. Il comportamento da seguire per assecondare le trepidazioni che ci rendono felici deve essere attivo. Attivo nei confronti di noi stessi. Non è la semplicità del cielo in sé a regalarci la gioia di vivere, ma la qualità del nostro sguardo quando rivolgiamo la testa verso l’alto. L’esperienza, in sé stessa, non regala direttamente la felicità. Il buddismo insegna che sono necessarie un’immersione profonda e una completa consapevolezza per godere appieno di un momento. Le sensazioni che si provano quando si vive un’esperienza che, potenzialmente, può renderci felice, devono essere assecondate. Concentrarsi su semplici paesaggi, opere d’arte, o su qualsiasi meraviglia che può rinfrescarci l’animo, non basta. Le emozioni richiedono attenzioni, devono essere studiate, solo così quella vivacità positiva può iniziare a crescere.

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La felicità: il significato di tutte le cose

Gli insegnamenti del buddismo sono importanti. Tutti gli uomini possiedono gli strumenti per essere felici. La felicità non fa distinzioni, esiste in ognuno di noi. Questa, da sola, è una ragione sufficiente per stimolarci ad alimentare le nostre sensazioni positive. Concentriamoci sulle emozioni, sui piaceri puri della vita, quelli che risiedono in noi stessi, e che salgono a galla quando godiamo di un bel momento. Il buddismo ci consiglia di vivere pienamente quel momento, di assaporarlo sia con l’anima che con il corpo (forse più con l’anima). Non dobbiamo farci sfuggire nessun aspetto positivo che la vita ci ha regalato. La felicità è il dono più grande, è il significato di tutte le cose. Quando si è veramente felici tutto coincide e tutto prende forma. Forse il buddismo non parla con questi termini, ma il riassunto generale, la conclusione più semplice ed efficace è che la vera felicità, quando viene raggiunta, regala un’estasi esplosiva. Un sentimento senza confronti, che ci offre la possibilità di trovarci bene con noi stessi.