Oggi il Natale è una festa che si vive nell’era del consumismo, dallo stress per i regali, alla magia di ritrovarsi a tavola in famiglia. La figura che più rappresenta questa festività è sicuramente quella di Babbo Natale. I bambini hanno nel Natale un ruolo centrale, sono il cuore della famiglia, la rappresentazione del futuro e dunque su di esse si concentra anche questa figura. Quanto è importante lasciargli credere che esista?

Babbo Natale chi è?

Il signore vestito di rosso, con barba e capelli bianchi, viene assimilato a San Nicola, vescovo di Myra. Secondo la leggenda egli riportò in vita cinque bambini uccisi da un oste, divenendo così il protettore degli stessi. Il nome inglese di Babbo Natale, Santa Claus, deriva proprio dall’appellativo olandese Sinterklaas, ovvero San Nicola. In Germania il dio Odino compiva una battuta di caccia insieme a altri dei durante il periodo del solstizio invernale e i bambini dovevano lasciare accanto al camino gli stivali pieni di paglia e carote per sfamare i suoi cavalli. Il dio cambiava poi questi con dolciumi e doni. Oggi negli stessi paesi i bambini appendono cibi per i cavalli di San Nicola, simile in aspetto a Odino, che arriva ancora con i cavalli. 

Ogni popolo ha fatto propria la figura di San Nicola, vedendola sotto una luce diversa, pur conservandogli le caratteristiche fondamentali.

La tradizione più curiosa sulla figura del vecchio che fa il giro del mondo per consegnare i regali è quella islandese: secondo questa vi sono ben tredici Babbo Natale, poiché la loro tradizione si basa su tredici folletti chiamati Jólasveinar. Queste creature due settimane prima di Natale lasciano le loro grotte per portare ai bambini i doni, tredici, uno per ogni folletto.
La classica renna come animale di Babbo Natale proviene dalla tradizione secondo cui egli provenga dal Nord Europa. Il suo vestito rosso, invece, sarebbe opera della Coca-cola, che negli anni ’30 lo vestì con i colori del suo marchio, modificando il verde originario. In realtà non è propriamente così in quanto su una cartolina di inizio 1900 Babbo Natale si trova già rappresentato vestito di rosso.

Credere a Babbo Natale è importante?

I bambini solitamente fino a sei anni sono molto sensibili a questa figura e vi credono facilmente, soprattutto perché impersona desideri e sentimenti positivi. Credere in qualcosa è per un bambino non solo un esercizio di fantasia, ma anche un processo di crescita per il futuro delle relazioni interpersonali. Credere a un uomo adulto, al di fuori dei propri genitori, che fa il giro del mondo per premiare i buoni, fa prendere al bambino una prima coscienza di sé e delle proprie azioni. In questo modo viene spinto a una prima distinzione tra giusto e sbagliato.
I bambini iniziano scrivendo una letterina, selezionando solo le cose che vogliono di più, aspettando poi che arrivino. Il messaggio che passa è che se ci impegniamo alla fine veniamo premiati, soprattutto con la sorpresa. Oggi a molti bambini manca proprio la paura di non ricevere, in quanto abituati ad avere tutto. In questo modo la sorpresa e l’apprezzamento per ricevere qualcosa svanisce.
Babbo Natale, essendo anche una figura esterna insegna ai bambini che nella vita spesso bisogna rapportarsi con una volontà esterna, spesso non disposta ad accontentarci sempre. 

Smettere di credere a Babbo Natale è un trauma?

Spesso i bambini in contatto con la realtà scolastica iniziano ad avere dubbi su Babbo Natale, dunque poco a poco arrivano loro stessi a riconoscere come fittizia questa figura. Secondo alcuni rivelare la non-esistenza del signore vestito di rosso crea una sfiducia verso il mondo degli adulti. In uno studio condotto pochi anni fa, in un gruppo di 52 bambini, molti hanno manifestato dopo la scoperta della verità sentimenti positivi. Altri hanno rivelato un piccolo trauma, ma di brevissima durata. A manifestare invece sentimenti negativi, come malinconia e nostalgia sono stati i genitori. Nella maggior parte dei casi però proprio dai genitori dipende l’esistenza del trauma. Più la storia risulta elaborata, più la credenza forte, più sarà triste l’accettare la realtà, anche se rappresenta un benvenuto nel mondo dei grandi.

Fino ai sei anni la maggior parte dei bambini credono fermamente a Babbo Natale. Dai 7 anni iniziano a dubitare e verso i 9 arrivano a scoprire la verità, spesso da soli.

In ogni caso, Babbo Natale si fa personificazione di tutti i sentimenti che le persone provano durante questo periodo. Lo stare insieme, come lui fa con i folletti e le renne durante l’anno, o il mangiare molto, rappresentato dal suo pancione. Per la maggior parte Babbo Natale rappresenta ciò che di più bello e piacevole si possa sognare, desiderare e un sorriso spunta sempre ripensandoci. E se così non è… Beh, abbiamo tutti la nostra idea di come possa essere Babbo Natale, per Tim Burton, per esempio, uno scheletro! Basta che porti doni di ogni tipo, soprattutto per l’impegno usato nelle situazioni, chi più, chi meno.

-Sara

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