La linea di confine tra l’essere ed il non essere un eroe risulta più sottile di quanto effettivamente s’immagini. Ne sono a conoscenza i numerosi appassionati della nota serie Dragon Ball, in cui spesso e volentieri si ha assistito a profondi mutamenti concernenti il carattere dei personaggi. Alcuni, inizialmente avversari dell’indiscusso protagonista, Goku, sono poi cangiati sino a divenirne alleati. Non a caso, infatti, una grande parte degli amatori si è più volte domandata se il summenzionato Saiyan sia realmente un eroe.

Chi – o cosa – è un eroe?

L’eroe, così come considerato nell’era moderna, consiste in un individuo che si rende autore d’uno straordinario e generoso atto di coraggio. Generalmente, tale atto comporta un consapevole sacrificio di sé, volto alla salvaguardia del bene comune. In ambito teatrale, l’eroe altro non è se non il protagonista dell’opera, che si tratti d’una commedia, d’un film o quant’altro. Un simile utilizzo della figura deriva nientemeno che dalla tragedia greca, la quale era solita rappresentare e narrare le gloriose gesta di incredibili uomini. Il termine eroe deriva dal greco èros – da non confondere con l’èros amoroso -, lemma ricollegabile al latino servo, nell’accezione di “preservare“. Lo scopo principale degli eroi greci e latini, infatti, risultava la preservazione del genere umano e del mondo, elementi a protezione dei quali si ponevano.

Le caratteristiche principali dell’eroe mitologico

In molti racconti, l’eroe consta d’un uomo od una donna – generalmente protagonista – che possiede caratteristiche ed abilità superiori ad ogni altro individuo. Ciò lo rende in grado di compiere azioni straordinarie, sempre a fin di bene, per le quali diviene famoso e rinomato. Simili capacità, che spesso s’incarnano in poteri fantastici, risultano tanto fisiche quanto mentali. L’eroe tipico della mitologia greca è sovente un semidio, soggetto figlio d’una divinità e d’una persona mortale, sebbene talvolta egli risulti un comune umano – come Ulisse ed Ettore – dotato d’un coraggio superiore alla norma. Gli eroi, in particolare all’interno delle favole, vengono accompagnati dagli antagonisti, ovverosia l’incarnazione di tutto ciò che l’eroe non è e non deve essere. L’eroe classico si configura nella kalokagathìa, un ideale coniugante il bello – dal greco kalòs – con la bontà verso i valoriagathìa.

Goku è realmente un eroe?

Osservando la prima serie dell’anime – Dragon Ball –, la risposta sembrerebbe poter essere unicamente positiva. Tuttavia, le due serie successive, Dragon Ball Z e Dragon Ball Super, escludendo GT a causa della sua non canonicità, hanno contribuito all’insinuazione del dubbio tra le file degli appassionati. Il fandom si è così diviso in due gruppi ben distinti: da un lato v’è chi sostiene la natura eroica di Goku, dall’altro coloro che lo ritengono sì un personaggio positivo, ma spesso grigio ed egoista. Ora, non è chiaramente possibile pensare a Goku alla stregua d’un soggetto negativo, considerando quanto abbia contribuito alla sopravvivenza del genere umano, ma risulta comunque importante comprendere come ciò non lo renda necessariamente un eroe.

Goku pare infatti spinto dalla sola volontà d’accrescere la propria forza, così da divenire il guerriero più potente di tutti gli universi. Egli non affronta avversari a guisa di Freezer o Majin Bu – che minacciano costantemente la Terra – al fine di salvare il pianeta, bensì per mettere alla prova le personali capacità. Tali elementi negativi fungono da mera sfida per il ragazzo Saiyan, il quale intende scontrarsi con qualcuno che possa spingerlo al limite. Sebbene sia vero il fatto che questi abbia altresì compiuto sacrifici in virtù dei propri compagni e dell’intera Terra, l’intenzione primaria ha sempre riguardato quell’eccitazione data dalla volontà di superare se stesso. L’azione del salvataggio si configura, per così dire, in un semplice effetto collaterale

L’ultima parola spetta all’autore: Akira Toriyama e la vera essenza di Goku

L’autore del manga, Akira Toriyama, durante un’intervista in compagnia della voce originale del personaggio, Masako Nozawa, s’è schierato dalla parte dei diffidenti. L’artista ha infatti descritto Goku alla stregua d’un personaggio decisamente positivo, caratterizzato da una pura bontà d’animo, ma non per questo un eroe. “Volevo che Goku fosse quel tipo di persona che desidera solo diventare più forte – ha affermato –, che ci facesse pensare che non possa esistere animo più puro del suo. Anche se il risultato delle sue azioni è salvare il mondo, lui è sincero sul fatto che il suo vero scopo sia diventare più potente. Questo è ciò che volevo mostrare: Goku, anche se compie atti nobili, potrebbe non essere affatto un bravo ragazzo!”.

Akira Toriyama si è dimostrato decisamente chiaro riguardo l’essenza del personaggio da lui ideato. Del resto, non potrebbe essere altrimenti. Il movente e la spinta all’azione, in tal caso, fungono da snodo chiave in virtù d’una adeguata interpretazione: compiere un atto buono non rende necessariamente buoni, così come compiere un atto eroico non rende necessariamente eroi. In altri termini, le azioni si giudicano dai meri fini prima che dai risultati.

– Simone Massenz

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